Home  |  Uffici e recapiti  |  Foto per Pubblicazioni
 
 
         RICETTI, CASTELLI E MONUMENTI DEL BIELLESE

Risorse del tutto speciali, inestimabili nella immaterialità dei valori di cui sono portatrici

A volte una Carta Turistica serve a molte cose, ma ne impedisce altre; essa attira l'attenzione su itinerari, paesaggi, su notizie che hanno senso vero soltanto quando fanno esplicito riferimento a criteri, a emozioni, a ottiche mentali che permettono al visitatore di entrare davvero nei luoghi, condotto per mano a cogliere ciò che importa; la storia, la figura, il significato fondamentale di un luogo o di un edificio che è sorto per essere fruito prima che visitato. Gli edifici costituiscono segni emergenti nella morfologia ambientale dell'area in oggetto, essi conservano nelle loro fattezze l'espressione delle mutate variazioni d'uso; dalle esigenze di difesa ed offesa alle successive funzionalità agricole e residenziali. A volte, appunto, questo riferimento è nascosto. Evidenziarlo è stato, invece, lo scopo principale di questa nostra piccola Carta che attraverso una lettura tipologica ci ha consentito di segnalare i beni architettonici del Biellese. Con uno sguardo d'insieme si potrà cogliere che anche qui la Storia è ricca di testimonianze; testimonianze corollate da emergenze primordiali come le Alpi e come il corso dei torrenti che segnano il territorio. Ci siamo accorti, nella lunga e attenta lavorazione, che molti sono i tesori che possediamo, spesso sconosciuti, e ci è stato difficile offrire una panoramica, la più completa possibile. L'intento degli autori chiamati a collaborare alla realizzazione della Carta è stato quindi quello di cogliere la specificità di ogni emergenza, di scoprire quelli che possiamo definire, non certo per "presunzione", i nostri tesori; il compito è stato svolto con impegno e con taglio personalissimo, che potremmo definire d'autore. Si è sentita la necessità di un approfondimento: ed ecco la succosa monografia sugli Organi. Un accenno alla simbologia, nuova; nasce dal desiderio di realizzare un linguaggio che dovrà diventare comune proprio perché il segno è accolto a simbolo e non stereotipo di un'immagine già vissuta. Le molte località citate, con le loro ricchezze storico-artistiche e turistiche testimoniano lo sforzo di dare del Biellese un'immagine il più possibile completa pur nei limiti di una Carta promozionale. 1 termini "promozionale" e "turistico" non sono però intesi nella loro accezione riduttiva riferibile a visitatori frettolosi e distratti, bensì come vero servizio a tutti coloro che sono desiderosi di scoprire il nostro meraviglioso territorio.

Italo Cibin
Biella, luglio 1996


  BIELLA

Certamente il monumento biellese più celebrato è il romanico Battistero (sec. XI) della antica pieve e collegiata di S. Stefano la cui chiesa venne demolita nel 1872 (ne rimane so lo il maestoso Campanile). L'interno del battistero venne affrescato nel XIII e XIV sec. da almeno due ignoti artisti (uno dei quali è probabilmente lo stesso che affrescò il sacello mariano del santuario di Oropa). Le pitture sono forte niente degradate e in più punti ridotte a lacerti sia pure significativi. La Basilica di S. Sebastiano, insigne monumento rinasci mentale della città, fu voluta da Sebastiano Ferrero per insediarvi un monastero della congregazione dei Lateranensi, il complesso è costituito dalla chiesa e dal vasto chiostro ora oggetto di un grandioso pro getto di restauro in vista di una sua utilizzazione museale d'avanguar dia. E' una splendida costruzione del primo cinquecento a tre navate: quella centrale con volta a botte sorretta da sei colonne in pietra con pulvini a dado in cotto originariamente smaltati. La volta centrale è decorata con cassettoni e medaglioni dipinti a fresco, le due navate laterali, con volte a crociera arricchite da raffinate decorazioni a grottesca. Degna di nota la cappella della crocifissione e numerose tele di vari autori (B. Lanino, R. Giovenone, S. Novelli, D. Ferrari e altri). Della stessa epoca rinascimentale (ma in tono decisamente meno bramantesco) la preziosa chiesa del Convento di San Girolamo. Il con vento fu fatto costruire dal beato Giovanni Gromis nel 1512, la chiesa venne consacrata nel 1517.
Dal punto di vista urbanistico la città propone due emergenze significative: il borgo del Piazzo fondato dal vescovo Uguccione nel 1160 e il Vernato, comune autonomo fino al XV sec. e poi assorbito dalla città. Per entrambi è vistoso il passato storico e particolarmente inte ressanti le permanenze architettoniche meritevoli di una visita accurata: il Piazzo per l'insediamento urbano prevalentemente signorile che ha lasciato architetture significative mentre più popolare la caratterizzazione urbana del Vernato che fin dai primordi della sua storia è stato interessato da insediamenti artigiani preindustriali (cuoifici) che vi hanno scritto una delle pagine più interessanti della storia cittadina.


  CANDELO

Monumento unico nel suo genere per le condizioni di conservazione che ne permettono una lettura completa diversificandolo dai molti altri ricetti piemontesi nessuno dei quali ha potuto conservarsi altrettanto bene. Nella forma attuale risale al XIII/XIV sec. Edificato dalla comunità locale allo scopo di difendere i prodotti della campagna (in particolare quelli della vigna) ha assunto la veste di vero e proprio monumento della cultura contadina. Suggestivi e interessanti il tessuto murario del costruito (particolari di una geniale micro tecnologia) e l'atmosfera schiettamente contadina del complesso; pregevoli le permanenze, ove intatte delle strutture fortificate.


  CASTELLENGO

Notevole stratificazione di interventi restauratori e di trasformazione d'uso, il sopravvissuto apparato difensivo si limita a pochi resti di torri e di cinta muraria. Elemento architettonico di rilievo, ora quasi emblema del castello stesso, è la svettante torre (del '600) munita di caditoie e merlatura ghibellina con chiare velleità coreografiche ed estetiche piuttosto che militari. All'interno l'antica cappella gentilizia di S. Giovanni Battista: bellissimo monumento barocco piemontese seicentesco, purtroppo in gravissime condizioni di de grado. Prima dei Signori di Bulgaro (ora Borgovercelli) fino al primo '400 poi, dopo una parentesi di confusa feudalità, il castello passò ai Frichignono assumendo poi il rango di contea.


  CASTELLETTO CERVO

Una posizione strategica di tutto rispetto a controllo dell'antica via Lexonasca salente dalla vicina Buronzo verso le valli di Mosso e il Biellese orientale. L'antichità dell'insediamento è testimoniato da copiosi reperti preistorici e romani. Nel territorio sopravvive l'interessantissimo complesso architettonico del monastero benedettino cluniacense (chiesa e parte degli edifici monastici). Il castello (ricostruito nei secc. XVII/XVIII, risalente all'XI) sorge nell'abitato a fianco della chiesa parrocchiale e la sua storia è saldamente intrecciata con quella del monastero. Fortemente degradato da un lungo abbandono è stato recentemente recuperato con un ardito e radicale restauro che ne ha tuttavia conservato gli elementi caratteristici.


  CERRIONE

Pur non essendo visitabile perché pericolante, è tra i castelli biellesi più appariscenti per la sua torre poligonale che spicca dalle macerie. Fu ridotto alle attuali condizioni il 10 ottobre 1944 dalle bombe tedesche per la solita perversa e idiota ragione strategica. Cerrione e il suo castello sono legati storicamente alle vicende del più potente casato nobiliare biellese: gli Avogadro di Cerrione. A poca di stanza, affogato nel bosco di un rilievo lungo la strada per Zimone è l'altro maniero dei Cerrione, il Castello di Mongiovetto anche questo ridotto in macerie nelle medesime circostanze belliche.


  CERRETO CASTELLO

Anche questo appartenne ad un ramo degli Avogadro di Valdengo. Faceva parte del complesso sistema difensivo e di avvistamento sulla dorsale collinare del Cervo. Gravemente lesionato soprattutto dal lungo abbandono è stato recentemente recuperato con totale rifacimento di al cune parti. L'elemento più antico del castello è senza dubbio il massiccio torrione in splendida posizione. Notevolissimo, fino a qualche decennio fa, il cosiddetto "camerino dipinto" con affrescate scene di musicanti, da me e cavalieri in interessanti costumi rinascimentali. Purtroppo il recente recupero non è stato sufficientemente tempestivo per salvarlo.


  GAGLIANICO

E' sicuramente il castello più bello del Biellese e dell'intero Vercellese: di fattezze rinascimentali (XV/XVI sec.) è di proprietà privata e purtroppo tassativamente escluso dalle visite. Attorno ad un primitivo torrione, l'attuale maniero è andato sviluppandosi all'epoca degli Challant prima e di Sebastiano Ferrero poi (inizi '500) il cui architetto fu Charles d'Amboise signore di Chaumont che vi impresse alcuni evidenti caratteri transalpini in una cornice cortese di gusto squisitamente rinascimentale che si è mantenuta malgrado i successivi interventi. Il bellissimo giardino di fine '600 su progetto del grande Le Notre di Parigi è purtroppo scomparso; l'attuale è d'epoca moderna del Daneri. Su Gaglianico ebbero signoria i Della Torre, gli Challant (X1V/XV), i Bertodano di Biella (XV), gli Scaglia e poi Sebastiano Ferrero e la sua discendenza Ferrero Fieschi.


  MAGNANO

Ricetto popolare edificato posteriormente alla fondazione di borgo franco (XIII-XIV sec.): purtroppo in non buone condizioni di conservazione per il continuo e poco av veduto riuso residenziale. Elementi notevoli sono la torre-porta (detta "Sirulin") ora con funzione campanaria, alcune cellule originarie e la cosiddetta casa delle Congreghe o della Credenza". Notevole, nelle vicinanze, la chiesa romanica di S. Secondo. La signoria sul luogo, dopo gli antichi signori "de Magnano", passò dal XII sec. agli Avogadro di Cerrione.


  MASSAZZA

Il castello attuale è sorto inglobando la struttura primitiva cui apparteneva il dongione, la torre quadrata, tozza e quasi priva di aperture che ancora oggi domina tutto il complesso e che era elemento caratteristico delle fortificazioni del X/XI sec. Il castello, appartenente ad un ramo degli Avogadro di Collobiano, presenta i caratteri tipici dei manieri di questi consortili: un insieme molto articolato di costruzioni originariamente racchiuso da una cortina muraria oggi perduta e sostituita dalla stesse costruzioni. Nel secondo cortile, ampio e di gradevole respiro, si affacciano gli edifici più prestigiosi. Molto interessante la rocchetta, situata nella parte occidentale del complesso, di chiara fattura tardo quattrocentesca. Su di un altro edificio sopravvive una delle più belle finestre quattrocentesche in cotto del Biellese. Fino a qualche anno fa erano ancora visibili nell'oratorio gentilizio alcuni affreschi (pure tardo '400) ora scomparsi.


  MASSERANO

E' uno dei grandi poli della storia biellese, dal XIV sec. legato alla famiglia Fieschi (Ferrero Fieschi dal XVI). Una storia turbolenta fatta di violenze, inganni e tradimenti. Feudo diretto della Chiesa dalla fine del '300, poi elevato a contea, marchesato e principato. L'accordo del 1741 con la S. Sede ne sancì l'ingresso nello Stato Sabaudo. L'antica rocca fu più volte attaccata militarmente ed espugnata subendo continue distruzioni e conseguenti drastici rifacimenti fino alla definitiva demolizione avenuta per volere sabaudo nel 1717, oggi ne rimangono solo pochi ruderi illeggibili ricoperti di vigneti. Il Palazzo dei Principi (ora palazzo comunale) venne costruito nel 1597 accanto all'antico castello da Francesco Filiberto Ferrero Fieschi.
Gravemente danneggiato dalla insurrezione popolare del 1624 e ricostruito nelle attuali forme con splendidi stucchi e soffitti a cassettoni, frisi e affreschi seicenteschi (tra rinascimento e ba- rocco) con soggetti biblici o mitologici di vari artisti (tra cui Gianoli, uno dei "Fiammenghini", il "Tazio" e il Morazzone). Affascinante l'antico borgo che mantiene intatta una densa atmosfera medievale.


  MOTTALCIATA

La depressione che ora divide le due Baraggie di Candelo e di Masserano era nel medioevo oggetto di particolari attenzioni da parte dei signorotti locali. La solcavano importanti vie per i commerci e le transumanze ma anche per possibili aggressori. Tra i molti presidi castrensi presenti indubbia importanza rivestì anche questo di Mottalciata, prima denominato Montebelluardo e poi "mons Alciatorum", dal nome dei nuovi dominatori intervenuti a metà del '300. Distrutto il vecchio centro fortificato che sorgeva in luogo dell'attuale chiesa di S: Vincenzo, venne edificato questo nuovo, con annesso ricetto, sulle ultime propaggini dell'altopiano baraggivo di Candelo. Molti strappi stilistici, un riuso dissennato ma soprattutto lunghi periodi di abbandoni hanno segnato irreversibilmente le fattezze di questo castello che oggi, tra le notevoli permanenze che ne consentono una lettura pressoché integrale, propone alcuni ruderi di impressionanti dimensioni.


  ROPPOLO

Sviluppato attorno a un antichissimo torrione (forse dei secc. X-X1), ampliato nel XIII sec. e poi radicalmente trasformato nel '400, epoca che ha conferito al castello l'attuale fisionomia. Molto interessanti oltre al massiccio dongione, con il profondissimo pozzo e le pittoresche cantine (ora sede dell'enoteca regionale), il grazioso cortiletto (tra tardo gotico e rinascimento) e alcune sale interne. In posizione sottostante vi era il ricetto (forse del XV sec.) oggi sostituito da signorile complesso residenziale. Maniero di grande importanza strategica per il controllo della via delle Gallie; una storia densa di eventi politici e militari. Prima dei conti di Cavaglià poi dei ghibellini Bicchieri (XII sec.), entrò (metà '400) a far parte dello Stato sabaudo e dato in feudo ai Valperga di Masino cui rimase fino al XVII sec.


  SALUSSOLA

Insediamento antichissimo e di grande importanza per la vicinanza di Victimula (S. Secondo).
La località ebbe ben tre pievi: S. Secondo (la più antica del Biellese), S. Pellegrino di Puliaco e poi S.Maria di Salussola. Il borgo era dotato di fortificazioni di cui rimane una torre d'accesso ("Crosa") mentre del vero e proprio castello non esistono che pochi ruderi. L'attuale torre a pianta quadrata è opera recente (1941). Uno dei centri del Biellese praticamente coinvolto (proprio per la sua posizione) in tutte le guerre da quelle civili tra guelfi e ghibellini (di questi fu una delle più potenti piazzeforti nella regione) a quelle anti viscontee e poi quelle franco-ispano-sabaude.


  SANDIGLIANO

Le sue memorie storiche e feudali sono molto complesse. Una signoria "Sandiliano" prima e i ghibellini Vialardi poi. Sede di due castelli ancora esistenti in buone condizioni di conservazione e altrettanti ricetti purtroppo scomparsi (o quasi): in centro paese il castello detto "Rocchetta", con attigue poche rimanenze del ricetto popolare e, poco fuori l'abitato il "Torrione" dei Vialardi un tempo comprendente anche un ricetto di giurisdizione signorile. Quattrocentesca la prima struttura e molto più antica la seconda, sviluppata nel XII/XIII sec. attorno il dongione (XI). Delle strutture fortificate permangono il torrione e una singolare quanto rara bertesca cinquecentesca. Moltissimi gli interventi di restauro e di rifacimento che sono andati nel tempo sovrapponendosi modificando profondamente la fisionomia del complesso e rendendo non facile la lettura della stratigrafia architettonica.


  TERNENGO

Signoria dei Casalvolone, poi dei Berzetti di Buronzo e dal '400 de gli Avogadro di Valdengo. Probabilmente costruito nel '400 conserva caratteri di quell'epoca.
Ha subito molti atti scellerati dalla grave distruzione portata dagli spagnoli (XV11), al degrado da abbandono, alla trasformazione d'uso in azienda agricola ed infine un barbaro restauro di inizio secolo. Singolari la copertura alla nordica e i piombatoi con lunghi beccatelli in laterizio della rocchetta. Le due torri attuali, entrambe stilisticamente distanti dall'impronta epocale del complesso, sono frutto degli interventi di inizio secolo.


  VALDENGO

Legato al potente ramo di Valdengo della famiglia Avogadro, il luogo ebbe un ruolo di primo piano nella storia del Biellese medievale; fortificato fin dall'XI/XII sec. con successivi ampliamenti e rifacimenti venne adattato all'organizzazione di tipo consortile della famiglia assumendo una struttura articolata costituita da numerose costruzioni originariamente racchiuse in un sistema di cinta fortificata includente pure un ricetto ora scomparso. Resta la massiccia torre porta e una delle poche "bertesche" (torrette di avvistamento) del Biellese. Degna di nota la cappella con affreschi attribuibili al Maestro del sacello oropense e del Battistero di Biella. Vicino a Valdengo, appartenente allo stesso casato Avogadro è il castello di Moncavallo di Vigliano. Costruito nel 1831 sui resti di una antica casaforte integrata nel sistema difensivo Avogadro, è di genere romantico in stile neogotico con notevoli virtuosismi costruttivi ed è circondato da un bellissimo parco.


  VERRONE

Un castello le cui sorti furono sempre legate a quelle della famiglia ghibellina Vialardi. Strutture fortificate sul luogo sono già segnalate da documenti del XI/XII sec. Successivamente, sono andate sovrapponendosi altre strutture come il dongione, o mastio, e le torri angolari ed infine il complesso ha subito le ultime radicali trasformazioni tra il XV e il XVIII sec. avvicinandone le forme a quelle attuali.
Del castello odierno, la parte senza dubbio più interessante è costituita dal dongione, recentemente recuperato con un ardito intervento di restauro e l'antico oratorio gentilizio (XII sec.) di origine romanica con pregevoli affreschi del tardo quattrocento. L'altra ala del castello, purtroppo in condizioni di grave degrado, presenta esternamente una lunga fila di caditoie con i caratteristici beccatelli in pietra. Un tempo magnifici gli interni con saloni a soffitto cassettonato in legno e frisi affrescati con scene storico-mitologiche tardo seicentesche.


  VIVERONE

Struttura complessa: in origine (forse XI sec.) solo castello poi (nel primo '400) si aggiunse il ricetto le cui permanenze sono oggi più che significative e ne consentono una lettura pressoché completa malgrado il continuo riuso misto (agricolo e residenziale). In discrete condizioni alcuni tratti della cortina difensiva e la torre angolare nord-est.
Notevole la presenza, nel ricetto di un oratorio (antica cappella gentilizia) con interessanti affreschi di scuola vercellese (seconda metà del '500).


  ZUMAGLIA

L'attuale castello, che prende il nome "Brick" dall'aspro rilievo naturale sul quale sorge, è una ricostruzione di fantasia realizzata nel 1938, sul luogo dove sorgeva l'antica rocca dei Fieschi inglobandone i pochissimi resti (una cisterna, una cantina magazzino e una cella legata a truci episodi cinquecenteschi). Il maniero, probabilmente edificato nei primi del '300, per la sua posizione fortissima rimase praticamente inattaccabile e fu poi irrimediabilmente danneggiata nella seconda metà del '500 durante la guerra contro i francesi.
La sua distruzione definitiva fu determinata da lunghi secoli di abbandono.


  RIFERIMENTI

Edizione: U.N.P.L.I. - Unione Nazionale Pro Loco d'Italia, Comitato Provinciale di Biella (Presidente Massimo Cagnacci), Azienda di Promozione Turistica, Biella

Testi e fotografie: Riccardo Rabaglio

Direzione cartografica e progetto grafico: Italo Cibin

Redazione: Italo Cibin, Alberto Galazzo, Riccardo Rabaglio

Collaborazione: Giuliana Arborio, Sergio Broglino, Paola Corbetta, Simona Lusuardi, Maria Camilla Paolini, Monica Tressoldi

  Elenco di ricetti, castelli e   monumenti  del Biellese

Andorno Micca

Casa Ospitaliera dell'Ordine di Malta

Chiesa di S. Lorenzo

Benna

Castello

Chiesa di S. Pietro

Biella

Basilica di S. Sebastiano

Battistero

Borgo del Vernato

Borgo medioevale del Piazzo

Cattedrale di S. Stefano

Chiesa di S. Giacomo al Piazzo

Biella/Chiavazza

Convento di S. Girolamo

Bioglio

Santuario di Banchette

Camburzano

Torre

Campiglia

Santuario di S. Giovanni Battista

Candelo

Chiesa di S. Maria Maggiore

Ricetto medioevale

Castelletto Cervo

Castello

Monastero

Cavaglià

Castello romantico

Chiesa di S. Maria di Babilone

Priorato dei Ss. Vincenzo e Anastasio

Cerreto Castello

Castello

Cerrione

Castello Avogadro

Chiesa di S. Giovanni Battista

Cerrione/Mongivetto

Castello Avogadro

Coggiola

Santuario del Cavallero

Cossato

Castello

Cossato/Castellengo

Castello

Chiesa dei Ss. Pietro e Paolo

Crevacuore

Torre

Donato

Torre

Dorzano

Ricetto

Gaglianico

Castello

Graglia

Torre del castello

Graglia/Santuario

Madonna di Loreto

Magnano

Chiesa di S. Secondo

Ricetto popolare

Massazza

Castello

Masserano

Borgo medioevale

Chiesa di S. Teonesto

Collegiata dell'Annunziata

Palazzo Ferrero Fieschi

Resti della rocca

Masserano/Gattesca

Casaforte

Mongrando

Castello

Mottalciata

Castello

Netro

Chiesa cimiteriale

Oropa

Santuario e Basilica Eusebiana

Ponderano

Torre

Quaregna

Castello

Roppolo

Castello

Ricetto

Sala Biellese

Abbazia della Bessa

Torre

Salussola

Borgo

Castello

Collegiata dell'Assunta

Torre "La Crosa"

Torre romanica

Sandigliano

Castello "La Rocchetta"

Chiesa di S. Antonio Abate

Ricetto

Torrione Vialardi

Sostegno

Borgo

Ternengo

Castello

Valdengo

Castello

Verrone

Castello

Chiesa di S. Lorenzo

Vigliano B.se/Moncavallo

Castello

Viverone

Ricetto-castello

Zumaglia

Castello


Le chiese riportate sono di particolare interesse.

Gli organi trovano descrizione nella sezione Viaggio nell'arte organaria del Biellese