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Una vita da notaio

Il bambino che non mi aspettavo

Il bambino che non mi aspettavo

Ci sono atti notarili che ricordo perfettamente e altri che, con il passare degli anni, finiscono inevitabilmente per confondersi nella memoria. Poi, ogni tanto, accade qualcosa di speciale. Qualcuno torna nel mio studio e mi restituisce un ricordo che non sapevo nemmeno di aver lasciato.

È successo alcuni anni fa. Una giovane coppia era venuta da me per stipulare un atto. Con loro c'era anche il loro bambino, ancora piccolo. Mentre i genitori si occupavano dei documenti, lui girava curioso per lo studio, cercando un modo per passare il tempo.

Ogni tanto lo osservavo e mi faceva tenerezza vederlo giocare da solo. Chi mi conosce sa quanto la famiglia abbia sempre rappresentato un valore fondamentale nella mia vita. Sono cresciuto con un fratello gemello e una sorella, ho avuto la fortuna di diventare padre di tre figli e oggi la gioia più grande sono i miei nipoti.

Nel mio studio non sono mai mancate fotografie della mia famiglia e, spesso, proprio quelle immagini diventano l'occasione per una conversazione con i clienti. Quel giorno, quasi senza rendermene conto, iniziai a parlare con quella coppia del valore che può avere, per un bambino, crescere insieme a un fratello o a una sorella. Ricordo di aver detto, con semplicità:

«Che peccato vedere questo bambino giocare da solo. Un fratellino o una sorellina sarebbero un regalo bellissimo per lui.»

Loro mi risposero sorridendo che, almeno in quel momento, non ci stavano pensando. La conversazione terminò lì. Firmammo l'atto, ci salutammo e, come accade spesso nel mio lavoro, ognuno riprese il proprio cammino.

Passarono alcuni anni. Un giorno quella stessa coppia tornò nel mio studio per un'altra pratica. Con loro c'erano due bambini.

Confesso che non ricordavo più quella conversazione. Alla fine dell'atto, però, i due coniugi mi guardarono sorridendo e mi dissero:

«Notaio, forse lei non se lo ricorda, ma quel giorno ci parlò a lungo di quanto fosse bello crescere con un fratello o una sorella. Tornati a casa abbiamo continuato a pensarci. Quel bambino che oggi vede accanto al maggiore è nato anche grazie a quella riflessione.»

Per qualche istante rimasi senza parole. Non perché pensassi di avere cambiato la loro vita. Le decisioni più importanti appartengono sempre e soltanto alle persone che le prendono.

Mi colpì, però, sapere che una conversazione nata spontaneamente durante un rogito fosse rimasta con loro così a lungo da accompagnare una scelta tanto importante. Guardai quei due fratellini che si tenevano per mano e provai una gioia difficile da descrivere.

In quel momento compresi, ancora una volta, che il lavoro del notaio non è fatto soltanto di firme, clausole e verifiche. È fatto soprattutto di persone. E qualche volta, senza nemmeno accorgersene, si ha il privilegio di lasciare un piccolo segno nel loro cammino.

Ancora oggi ripenso spesso a quella famiglia. E ogni volta mi convinco che il notaio non è soltanto colui che dà forma giuridica ai progetti di vita. È anche una persona che ascolta, dialoga e condivide, per un breve tratto, il percorso di chi si siede davanti alla sua scrivania. Forse è proprio questo l'aspetto più bello del mio mestiere.

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