Persona, famiglia e strumenti di protezione
Sommario della guida
Che cos'è la volontaria giurisdizione?
La volontaria giurisdizione comprende tutti quei procedimenti nei quali non esiste una controversia tra parti contrapposte, ma è necessario un controllo preventivo affinché determinati atti vengano compiuti nel rispetto della legge e nell'interesse delle persone coinvolte.
Non si tratta quindi di decidere una lite, bensì di verificare che un'operazione sia conforme ai presupposti previsti dall'ordinamento e non arrechi pregiudizio alla persona che la legge intende proteggere.
Rientrano, ad esempio, in questo ambito:
la vendita di un immobile appartenente ad un minore;
l'acquisto di un immobile nell'interesse di una persona sottoposta ad amministrazione di sostegno;
l'accettazione o la rinuncia ad un'eredità da parte di soggetti incapaci o assistiti;
le divisioni ereditarie che coinvolgono minori o beneficiari di misure di protezione;
numerosi altri atti di straordinaria amministrazione riguardanti soggetti meritevoli di particolare tutela.
In tutte queste ipotesi l'ordinamento richiede una verifica preventiva affinché l'atto persegua effettivamente l'interesse della persona protetta.
Il Notaio si è sempre occupato di volontaria giurisdizione?
Sì.
La recente riforma non ha introdotto il Notaio nella volontaria giurisdizione, perché questa attività costituisce da sempre una parte significativa della funzione notarile.
Tradizionalmente il Notaio ha assistito i cittadini nella predisposizione delle pratiche, nella raccolta della documentazione, nella verifica dei presupposti richiesti dalla legge e nella predisposizione degli atti destinati ad essere autorizzati dall'autorità giudiziaria.
L'attività istruttoria, la consulenza preventiva e la verifica della legittimità dell'operazione rappresentano da molti anni una componente essenziale dell'attività notarile.
La novità introdotta dalla riforma riguarda quindi non l'attività preparatoria, ma il soggetto competente a rilasciare, in determinate ipotesi, il provvedimento autorizzativo.
Qual è la vera novità introdotta dalla Riforma Cartabia?
Con il decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 149, il legislatore ha previsto che, nei casi espressamente individuati dalla legge, il Notaio che riceve un atto pubblico o autentica una scrittura privata possa rilasciare direttamente l'autorizzazione necessaria alla stipula, quando l'atto riguarda minori, persone interdette, inabilitate, beneficiari di amministrazione di sostegno o altre situazioni contemplate dalla normativa.
Non si tratta di un potere autorizzativo generale.
La competenza notarile opera esclusivamente nei casi previsti dalla legge e con riferimento agli atti che saranno ricevuti o autenticati dal medesimo Notaio.
Restano invece riservati all'autorità giudiziaria i procedimenti e le autorizzazioni che il legislatore continua ad attribuire al giudice, nonché le ipotesi escluse dalla disciplina introdotta dalla riforma.
L'intervento del Notaio costituisce quindi una modalità alternativa di esercizio della funzione autorizzativa nei limiti stabiliti dall'ordinamento, senza sostituire integralmente il sistema della volontaria giurisdizione davanti al giudice.
Perché il legislatore ha affidato queste competenze al Notaio?
La scelta trova fondamento nella funzione istituzionale del Notaio.
Il Notaio è un pubblico ufficiale imparziale, selezionato mediante concorso pubblico, chiamato a garantire la legalità degli atti di maggiore rilevanza giuridica.
Già prima della riforma il Notaio svolgeva un'approfondita attività istruttoria: acquisiva la documentazione, verificava i presupposti richiesti dalla legge, accertava la capacità delle parti, controllava la regolarità dell'operazione e predisponeva tutti gli elementi necessari affinché l'autorità giudiziaria potesse assumere la propria decisione.
Il legislatore ha ritenuto che, nei procedimenti privi di conflitto tra parti e nei casi espressamente previsti dalla legge, questa attività potesse concludersi direttamente davanti al Notaio, con evidenti vantaggi in termini di rapidità, semplificazione ed efficienza, senza diminuire il livello di tutela garantito ai cittadini.
Che cosa fa oggi il Notaio?
Quando ricorrono i presupposti previsti dalla legge, il Notaio:
presta consulenza giuridica alle parti;
verifica la capacità e la legittimazione dei soggetti coinvolti;
acquisisce e controlla la documentazione necessaria;
svolge l'istruttoria prevista dalla normativa;
accerta che l'operazione risponda all'interesse del minore o della persona sottoposta a misura di protezione;
verifica l'assenza di conflitti di interessi;
rilascia, quando la legge lo consente, il provvedimento autorizzativo necessario per la stipula;
provvede alle comunicazioni previste dalla normativa;
procede infine alla stipula dell'atto.
L'autorizzazione notarile rappresenta quindi il momento conclusivo di un procedimento articolato, nel quale il controllo di legalità accompagna l'intera operazione sin dalla fase preparatoria.
Il controllo del giudice viene meno?
No.
La riforma non ha eliminato il controllo dell'autorità giudiziaria né ha trasferito al Notaio tutte le competenze della volontaria giurisdizione.
Il legislatore ha semplicemente individuato alcune ipotesi nelle quali il controllo preventivo può essere svolto direttamente dal Notaio, lasciando inalterate le competenze del giudice per tutti i procedimenti che la legge continua a riservargli.
Anche nell'ambito delle autorizzazioni notarili l'ordinamento mantiene specifici strumenti di controllo e di impugnazione, assicurando il rispetto delle garanzie previste dalla legge e la possibilità di intervento dell'autorità giudiziaria nei casi disciplinati dall'ordinamento.
La riforma ha quindi modificato il procedimento, ma non ha ridotto il livello di tutela riconosciuto alle persone più fragili.
Quali materie saranno trattate in questa sezione?
Le guide che compongono questa sezione approfondiscono i principali strumenti attraverso i quali l'ordinamento tutela la persona, la famiglia e i soggetti che necessitano di una particolare protezione giuridica.
Saranno esaminati, in particolare:
l'amministrazione di sostegno e gli atti che coinvolgono persone beneficiarie di tale misura;
le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) e la designazione preventiva dell'amministratore di sostegno;
i contratti di convivenza e la disciplina della convivenza di fatto;
i regimi patrimoniali della famiglia, le convenzioni matrimoniali, la comunione legale e la separazione dei beni.
Per ciascun argomento saranno illustrati i presupposti previsti dalla legge, il ruolo del Notaio, gli aspetti pratici maggiormente rilevanti e gli errori che più frequentemente si riscontrano nella pratica.
L'obiettivo non è soltanto spiegare come si stipula un determinato atto, ma aiutare il cittadino a comprendere quando uno strumento sia realmente adatto alle proprie esigenze e quali effetti possa produrre nel tempo.
Perché rivolgersi al Notaio?
Le decisioni che riguardano la persona e la famiglia sono spesso destinate a produrre effetti di lunga durata e incidono su interessi di particolare rilevanza, quali la tutela dei soggetti fragili, l'organizzazione della vita familiare, la protezione del patrimonio o la pianificazione delle future esigenze assistenziali.
Per questa ragione il ruolo del Notaio non consiste nella semplice redazione dell'atto.
La consulenza notarile inizia molto prima della stipula.
Il Notaio analizza la situazione concreta, individua lo strumento giuridico più idoneo, verifica che ricorrano tutti i presupposti richiesti dalla legge, valuta le possibili conseguenze delle diverse soluzioni e assiste le parti nella scelta maggiormente conforme ai loro interessi e a quelli delle persone eventualmente coinvolte.
Quando l'atto riguarda minori, beneficiari di amministrazione di sostegno o altri soggetti destinatari di misure di protezione, il controllo notarile assume un'importanza ancora maggiore, poiché deve assicurare che l'operazione persegua effettivamente il loro interesse, nel rispetto delle garanzie previste dall'ordinamento.
Una verifica preventiva consente inoltre di evitare ritardi, richieste di integrazione documentale e difficoltà che potrebbero emergere nelle fasi successive del procedimento.
L'esperienza dimostra che molte criticità possono essere prevenute attraverso una corretta impostazione dell'operazione sin dall'inizio.
Le nuove competenze del Notaio rendono sempre superfluo l'intervento del giudice?
No.
È importante evitare un equivoco che potrebbe generare aspettative non corrette.
Le competenze autorizzative attribuite al Notaio riguardano esclusivamente le ipotesi individuate dalla legge e sono strettamente collegate agli atti che il medesimo Notaio è chiamato a ricevere o ad autenticare.
Permangono numerosi procedimenti nei quali continua ad essere necessaria l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria oppure nei quali la legge riserva al giudice specifiche valutazioni.
La scelta tra il procedimento notarile e quello giudiziale non dipende quindi dalla volontà delle parti, ma dalla disciplina applicabile al singolo caso.
Per questo motivo ogni operazione deve essere esaminata preventivamente, così da individuare il corretto iter autorizzativo ed evitare inutili ritardi.
Come si svolge il procedimento davanti al Notaio?
Quando la legge consente il rilascio dell'autorizzazione da parte del Notaio, il procedimento si sviluppa attraverso una serie di verifiche progressive.
Anzitutto vengono raccolti tutti i documenti necessari e vengono accertati la capacità delle parti, i poteri di rappresentanza, l'eventuale contenuto dei provvedimenti di nomina o delle autorizzazioni già esistenti e ogni altro elemento rilevante ai fini dell'operazione.
Successivamente il Notaio valuta se ricorrano i presupposti richiesti dalla legge per il rilascio dell'autorizzazione, verificando che l'atto sia conforme all'interesse della persona protetta e che non vi siano conflitti di interessi o altri impedimenti giuridici.
Quando tali condizioni risultano soddisfatte e la fattispecie rientra tra quelle attribuite alla competenza notarile, il Notaio rilascia il provvedimento autorizzativo, provvede agli adempimenti previsti dalla legge e, decorso il termine previsto per l'eventuale reclamo, procede alla stipula dell'atto.
L'intero procedimento si svolge nel rispetto delle garanzie stabilite dall'ordinamento e delle forme previste dalla normativa vigente.
Conclusioni
La funzione notarile non si esaurisce nella compravendita di immobili o nella costituzione di società. Una parte sempre più significativa dell'attività del Notaio riguarda la tutela della persona, della famiglia e dei soggetti che, per età o condizioni personali, richiedono una particolare protezione giuridica.
La Riforma Cartabia ha valorizzato ulteriormente questa funzione, consentendo al Notaio, nei casi espressamente previsti dalla legge, di rilasciare direttamente determinate autorizzazioni nell'ambito della volontaria giurisdizione. Non si tratta di una sostituzione dell'autorità giudiziaria, ma di una diversa organizzazione del sistema, finalizzata a rendere più efficiente il procedimento senza diminuire le garanzie previste dall'ordinamento.
Resta comunque essenziale ricordare che l'ambito di operatività delle autorizzazioni notarili è rigorosamente delimitato dalla legge. Ogni situazione deve essere valutata nella sua concreta configurazione giuridica, verificando se ricorrano i presupposti richiesti per l'intervento del Notaio oppure se la competenza appartenga ancora all'autorità giudiziaria.
Una consulenza preventiva consente di individuare correttamente il procedimento applicabile, predisporre la documentazione necessaria ed evitare ritardi o criticità nella successiva stipula dell'atto. Proprio questa attività di consulenza, controllo di legalità e tutela preventiva rappresenta uno degli aspetti più qualificanti della funzione notarile a servizio della persona e della famiglia.
Domande frequenti
Che cos'è la volontaria giurisdizione?
La volontaria giurisdizione comprende tutti quei procedimenti nei quali non esiste una controversia tra parti contrapposte, ma è necessario un controllo preventivo affinché determinati atti vengano compiuti nel rispetto della legge e nell'interesse delle persone coinvolte.
Il Notaio si è sempre occupato di volontaria giurisdizione?
Sì. La recente riforma non ha introdotto il Notaio nella volontaria giurisdizione, perché questa attività costituisce da sempre una parte significativa della funzione notarile.
Qual è la vera novità introdotta dalla Riforma Cartabia?
Con il decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 149, il legislatore ha previsto che, nei casi espressamente individuati dalla legge, il Notaio che riceve un atto pubblico o autentica una scrittura privata possa rilasciare direttamente l'autorizzazione necessaria alla stipula, quando l'atto riguarda minori, persone interdette, inabilitate, beneficiari di amministrazione di sostegno o altre situazioni contemplate dalla normativa.