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Una vita da notaio

La saponetta nella rete dei limoni

La saponetta nella rete dei limoni

Chi immagina il lavoro del notaio pensa a contratti, firme, timbri, documenti e grandi tavoli di legno. Pochi sanno, invece, che questa professione porta spesso dentro le case delle persone e, qualche volta, persino dentro i propri ricordi.

Era l'inizio della mia carriera. Lavoravo nel Biellese e un giorno mi recai a casa di un'anziana signora per un atto piuttosto semplice. Forse una procura. Con il passare degli anni non ne ricordo più con precisione il contenuto. Ricordo invece perfettamente quello che accadde dopo.

Prima di iniziare ebbi bisogno di andare in bagno per lavarmi le mani. Entrai, guardai il lavandino e rimasi immobile. Davanti ai miei occhi c'era una scena che non vedevo da almeno trent'anni.

Appesa accanto al rubinetto c'era una piccola rete di plastica, di quelle che un tempo contenevano i limoni. Al suo interno non c'erano frutti, ma decine di piccoli pezzi di sapone, di colori e forme diverse. C'era il bianco del sapone di Marsiglia, il rosa di una vecchia saponetta profumata, il verde, l'azzurro, il lilla.

Erano tutti gli avanzi che, uno dopo l'altro, erano stati conservati invece di essere buttati. Racchiusi in quella rete, formavano una nuova saponetta che poteva continuare a essere utilizzata fino all'ultimo grammo.

Per un istante smisi di essere il notaio. Tornai bambino. Rividi mia nonna, nella Roma degli anni Sessanta, fare esattamente la stessa cosa. All'epoca era normale. Non si sprecava nulla. Ogni piccolo pezzo di sapone aveva ancora un valore e meritava una seconda vita.

Rimasi talmente colpito che, uscendo dal bagno, raccontai subito alla signora quanto quel semplice oggetto avesse riportato alla memoria un pezzo della mia infanzia. Lei mi guardò quasi sorpresa del mio stupore. Sorrise. Per lei era semplicemente il modo giusto di fare le cose. Per me, invece, era stato come ritrovare un ricordo che credevo perduto.

L'atto si concluse come tanti altri. Firmammo i documenti, ci salutammo cordialmente e tornai in studio. A distanza di tanti anni, però, non ricordo quasi nulla di quella procura.

Ricordo perfettamente quella piccola rete dei limoni piena di pezzetti di sapone colorati. Perché il lavoro del notaio permette di entrare nella vita delle persone. E, qualche volta, senza alcun preavviso, sono proprio loro a restituirti un frammento della tua.

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