Un cappello dall'Australia
In tanti anni di professione ho ricevuto qualche regalo curioso. Alcuni mi hanno fatto sorridere, altri mi hanno commosso. Ma ce n’è uno che ricordo con particolare piacere.
Un cappello australiano.
Tutto cominciò con una coppia di clienti australiani, marito e moglie, che avevano deciso di trasferirsi in Italia, sulle colline del Monferrato, nei dintorni di Casale.
Avevano acquistato una casa e, qualche tempo dopo, avevano deciso di venderla per comprarne un’altra, sempre nella nostra zona.
Ebbi così occasione di seguirli in più di un'operazione immobiliare e, come spesso accade quando si lavora con clienti stranieri, il rapporto professionale si trasformò progressivamente in un rapporto di familiarità e di reciproca simpatia.
Erano persone molto cordiali, entusiaste dell’Italia e particolarmente affezionate al nostro territorio.
Conclusa anche la seconda operazione, passarono alcuni mesi.
Un giorno tornarono nel mio Studio.
Non avevano documenti da firmare, né pratiche da discutere. Portavano invece una grossa scatola.
Mi dissero che avevano voluto farmi un regalo, un ricordo del loro Paese.
Aprii la scatola e mi trovai davanti uno splendido cappello australiano, di quelli autentici, dalla forma inconfondibile, che siamo abituati a vedere nei film ambientati nelle grandi distese dell'Australia.
Un cappello importante, di ottima fattura, certamente non un semplice souvenir turistico.
Ricordo che lo osservai con stupore e con un certo imbarazzo. Era evidente che si trattava di un regalo di valore, scelto con attenzione e, probabilmente, fatto arrivare appositamente dall’Australia.
Naturalmente lo provai subito.
Un notaio italiano, nel suo Studio di Casale Monferrato, con in testa un autentico cappello australiano: la scena aveva qualcosa di singolare e divertente.
Ma ciò che mi colpì maggiormente non fu il cappello in sé.
Fu il pensiero che lo accompagnava.
Quelle due persone, arrivate dall’altra parte del mondo, avevano trovato in Italia una nuova casa e, evidentemente, anche un professionista del quale conservavano un buon ricordo.
Avevano voluto dimostrarmelo con un oggetto che rappresentava qualcosa della loro terra, delle loro origini, della loro identità.
In fondo è questo uno degli aspetti più belli della mia professione.
Le persone entrano nel mio Studio per acquistare una casa, vendere un immobile, sistemare una successione o risolvere un problema giuridico.
Poi, qualche volta, accade che dietro gli atti rimanga qualcosa di più: un rapporto umano, una simpatia, un ricordo.
E così, dopo oltre quarant'anni trascorsi a ricevere clienti e a stipulare atti, mi ritrovo a conservare tra i miei ricordi anche un autentico cappello australiano.
Ripensandoci, mi viene da sorridere.
Questa volta, per fortuna, dentro non c’era una gallina.
C’era un pezzo d’Australia.