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Successioni ed eredità

Successioni internazionali

Sommario della guida

Quando una successione è internazionale?

Una successione assume carattere internazionale ogni volta che la vicenda ereditaria presenta elementi di collegamento con più ordinamenti giuridici.

Ciò può verificarsi, ad esempio, quando:

  • il defunto era residente in uno Stato diverso da quello di cittadinanza;

  • il patrimonio comprende immobili situati in Paesi diversi;

  • gli eredi risiedono all'estero;

  • il testamento è stato redatto in un altro Stato;

  • il defunto possedeva una o più cittadinanze;

  • parte dei beni si trova fuori dall'Italia.

In tutte queste situazioni non è sufficiente applicare automaticamente il diritto italiano.

Occorre innanzitutto individuare quale sia la legge chiamata a disciplinare la successione.

Quale normativa si applica oggi?

Per le successioni apertesi dal 17 agosto 2015 trova applicazione, nella maggior parte degli Stati membri dell'Unione europea, il Regolamento (UE) n. 650/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio.

Tale regolamento rappresenta oggi la principale fonte del diritto successorio internazionale europeo.

Prima della sua entrata in vigore, la disciplina italiana era regolata principalmente dalla legge 31 maggio 1995, n. 218, recante la riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato.

Quest'ultima continua tuttavia a trovare applicazione per le successioni apertesi anteriormente al 17 agosto 2015 e, ancora oggi, per tutti gli aspetti che rimangono estranei all'ambito di applicazione del Regolamento europeo.

La corretta individuazione della normativa applicabile costituisce quindi il primo passaggio di qualsiasi successione internazionale.

Qual è la principale novità introdotta dal Regolamento europeo?

La maggiore innovazione consiste nell'avere individuato un criterio unitario destinato, nella maggior parte dei casi, a disciplinare l'intera successione.

Prima dell'entrata in vigore del Regolamento poteva infatti accadere che ordinamenti diversi applicassero criteri differenti, con il rischio che una stessa successione risultasse disciplinata contemporaneamente da più leggi nazionali.

Il Regolamento ha invece introdotto il principio della successione unitaria, secondo il quale, salvo le eccezioni previste dalla stessa normativa europea, un'unica legge governa l'intera successione, indipendentemente dalla natura dei beni e dallo Stato nel quale essi sono situati.

L'obiettivo è quello di favorire certezza giuridica, uniformità di trattamento e prevedibilità delle decisioni.

Qual è la legge normalmente applicabile?

Il criterio generale adottato dal Regolamento è quello della residenza abituale del defunto al momento della morte.

Salvo diversa scelta consentita dalla legge, la successione è quindi disciplinata dalla legge dello Stato nel quale il defunto aveva stabilito il centro effettivo della propria vita personale e familiare.

La residenza abituale non coincide necessariamente con la residenza anagrafica.

Essa deve essere individuata attraverso una valutazione complessiva delle circostanze concrete, considerando, tra l'altro, la durata e la stabilità della permanenza in un determinato Stato, i rapporti familiari, il centro degli interessi personali e patrimoniali e gli altri elementi idonei a dimostrare il reale collegamento con un determinato ordinamento.

Si tratta quindi di un accertamento sostanziale e non meramente formale.

È possibile scegliere la legge applicabile?

Sì.

Una delle principali innovazioni introdotte dal Regolamento consiste nella possibilità di effettuare una professio iuris, cioè una scelta preventiva della legge destinata a disciplinare la propria successione.

La scelta può riguardare esclusivamente la legge dello Stato di cui il disponente possiede la cittadinanza al momento della scelta oppure al momento della morte.

Essa viene normalmente effettuata mediante disposizione testamentaria.

La professio iuris consente di rendere maggiormente prevedibile la disciplina applicabile e rappresenta uno strumento di particolare interesse per chi vive stabilmente in uno Stato diverso da quello di cittadinanza.

La sua predisposizione richiede tuttavia un'attenta valutazione notarile, poiché la scelta della legge applicabile può incidere in modo significativo sulla disciplina della successione, sui diritti dei legittimari e sull'intera pianificazione patrimoniale.

Il Regolamento disciplina anche le imposte di successione?

No.

Questo rappresenta uno dei punti più importanti da comprendere.

Il Regolamento (UE) n. 650/2012 disciplina esclusivamente gli aspetti civilistici della successione internazionale.

Restano invece escluse dal suo ambito di applicazione le imposte di successione e, più in generale, tutti i profili tributari.

La fiscalità continua quindi ad essere regolata dalle norme interne dei singoli Stati e dalle eventuali convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni applicabili al caso concreto.

Può quindi accadere che una successione sia disciplinata civilisticamente dalla legge di uno Stato, mentre gli obblighi tributari debbano essere adempiuti, in tutto o in parte, secondo la legislazione di un altro Stato.

Per tale motivo le successioni internazionali richiedono sempre una valutazione coordinata sia sotto il profilo civilistico sia sotto quello fiscale.

Quale autorità è competente a trattare la successione?

Il Regolamento (UE) n. 650/2012 non individua soltanto la legge applicabile, ma stabilisce anche quale autorità sia competente a trattare la successione.

In linea generale, sono competenti le autorità dello Stato nel quale il defunto aveva la propria residenza abituale al momento della morte.

In molti casi, pertanto, la legge applicabile e la competenza appartengono al medesimo Stato, favorendo una gestione unitaria della successione.

Il Regolamento prevede tuttavia alcune ipotesi particolari nelle quali la competenza può essere attribuita ad autorità diverse, ad esempio quando il defunto abbia validamente scelto la legge dello Stato di cui possedeva la cittadinanza e ricorrano gli ulteriori presupposti previsti dalla normativa europea.

L'individuazione dell'autorità competente costituisce quindi uno dei primi aspetti da verificare in ogni successione internazionale.

Che cos'è il Certificato Successorio Europeo?

Una delle principali innovazioni introdotte dal Regolamento è il Certificato Successorio Europeo.

Si tratta di un documento uniforme, valido negli Stati membri partecipanti al Regolamento, che consente di dimostrare la qualità di erede, di legatario, di esecutore testamentario o di amministratore dell'eredità senza dover ricorrere, in ciascuno Stato, a differenti procedimenti di riconoscimento.

Il Certificato Successorio Europeo facilita la circolazione delle decisioni e delle situazioni successorie all'interno dell'Unione europea, riducendo tempi, costi e incertezze.

Non sostituisce tuttavia gli atti nazionali quando questi siano richiesti dalla legislazione dello Stato interessato né costituisce un titolo autonomo di acquisto dei beni.

Esso rappresenta piuttosto uno strumento probatorio uniforme destinato ad agevolare la dimostrazione dei diritti successori negli Stati membri che applicano il Regolamento.

Il Regolamento si applica in tutta l'Unione europea?

Non completamente.

Il Regolamento (UE) n. 650/2012 si applica nella maggior parte degli Stati membri dell'Unione europea.

Irlanda e Danimarca, avvalendosi delle clausole di opt-out previste dai Trattati europei, non partecipano invece al sistema uniforme introdotto dal Regolamento.

Quando una successione presenta collegamenti con tali Stati oppure con Paesi non appartenenti all'Unione europea, occorre verificare le norme di diritto internazionale privato applicabili e gli eventuali accordi internazionali vigenti.

Che cosa accade quando il defunto era un cittadino italiano residente all'estero?

La circostanza che il defunto fosse cittadino italiano non comporta automaticamente l'applicazione della legge italiana.

Per le successioni disciplinate dal Regolamento europeo assume infatti rilievo, come criterio generale, la residenza abituale del defunto, salvo che quest'ultimo abbia esercitato validamente la facoltà di scegliere la legge italiana quale legge regolatrice della propria successione.

Sotto il profilo tributario, invece, devono essere applicate le norme italiane ogniqualvolta ricorrano i relativi presupposti di imponibilità previsti dal Testo Unico dell'imposta sulle successioni e donazioni.

Quando la dichiarazione di successione deve essere presentata in Italia relativamente ad un cittadino italiano residente all'estero, la competenza amministrativa appartiene agli uffici dell'Agenzia delle Entrate individuati dalla normativa e dalle istruzioni ministeriali vigenti. Attualmente, per i soggetti residenti all'estero, il riferimento è l'Ufficio Territoriale Roma 6 – Eur Torrino, salvo eventuali future modifiche organizzative dell'Amministrazione finanziaria.

È importante non confondere tale competenza amministrativa con la legge applicabile alla successione o con la competenza giurisdizionale prevista dal Regolamento europeo, trattandosi di profili distinti.

Come vengono trattati i beni situati in più Stati?

Uno degli obiettivi principali del Regolamento è proprio quello di evitare che beni appartenenti alla medesima successione siano disciplinati da leggi differenti.

In linea generale, l'intera successione viene regolata da un'unica legge, anche quando il patrimonio comprenda immobili, conti correnti o altri beni situati in diversi Paesi.

Ciò non elimina, tuttavia, la necessità di rispettare gli adempimenti amministrativi, pubblicitari e fiscali eventualmente richiesti dagli ordinamenti nei quali i singoli beni sono ubicati.

Per questa ragione una successione internazionale richiede frequentemente il coordinamento tra professionisti appartenenti a diversi ordinamenti.

Qual è il ruolo del Notaio?

Nelle successioni internazionali il ruolo del Notaio assume un'importanza ancora maggiore rispetto alle successioni esclusivamente nazionali.

Prima di predisporre qualsiasi atto è infatti necessario verificare:

  • la normativa applicabile alla successione;

  • la competenza delle autorità interessate;

  • l'eventuale esistenza di una professio iuris;

  • la validità del testamento secondo la legge applicabile;

  • la presenza di beni in altri Stati;

  • gli adempimenti richiesti nei diversi ordinamenti;

  • la disciplina tributaria italiana e quella eventualmente applicabile all'estero;

  • l'eventuale opportunità di richiedere il Certificato Successorio Europeo.

L'esperienza dimostra che molte problematiche possono essere prevenute attraverso una pianificazione successoria tempestiva, soprattutto quando il patrimonio o la famiglia presentano elementi di internazionalità.

Gli errori più frequenti

Tra gli equivoci più comuni si riscontrano:

  • ritenere che la cittadinanza determini sempre la legge applicabile alla successione;

  • confondere la residenza anagrafica con la residenza abituale rilevante ai fini del Regolamento europeo;

  • ritenere che il Regolamento disciplini anche le imposte di successione;

  • ignorare la possibilità di scegliere, nei casi consentiti, la legge dello Stato di cittadinanza;

  • trascurare gli adempimenti richiesti dagli ordinamenti nei quali sono situati i beni;

  • confondere la competenza amministrativa dell'Agenzia delle Entrate con la competenza giurisdizionale prevista dal Regolamento europeo;

  • non valutare l'opportunità del Certificato Successorio Europeo quando la successione interessa più Stati membri.

Una consulenza notarile preventiva consente normalmente di evitare tali criticità e di coordinare correttamente tutti gli aspetti civilistici, internazionalistici e tributari della successione.

Conclusioni

Le successioni internazionali rappresentano oggi una realtà sempre più frequente, conseguenza della crescente mobilità delle persone, della diffusione dei patrimoni situati in più Stati e dell'incremento delle famiglie con elementi di internazionalità. Il Regolamento (UE) n. 650/2012 ha profondamente innovato questa materia, introducendo criteri uniformi destinati a individuare la legge applicabile, l'autorità competente e strumenti comuni, come il Certificato Successorio Europeo, per facilitare la gestione delle successioni transfrontaliere.

Resta tuttavia essenziale distinguere gli aspetti civilistici disciplinati dal Regolamento dai profili fiscali, che continuano ad essere regolati dalle legislazioni nazionali e dalle eventuali convenzioni internazionali. Una corretta pianificazione successoria e una preventiva consulenza notarile consentono di coordinare efficacemente tali discipline, riducendo il rischio di conflitti tra ordinamenti diversi e assicurando una gestione della successione conforme sia al diritto europeo sia alle norme dei singoli Stati coinvolti.

Domande frequenti

Quando una successione è internazionale?

Una successione assume carattere internazionale ogni volta che la vicenda ereditaria presenta elementi di collegamento con più ordinamenti giuridici.

Quale normativa si applica oggi?

Per le successioni apertesi dal 17 agosto 2015 trova applicazione, nella maggior parte degli Stati membri dell'Unione europea, il Regolamento (UE) n. 650/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio. Tale regolamento rappresenta oggi la principale fonte del diritto successorio internazionale europeo.

Qual è la principale novità introdotta dal Regolamento europeo?

La maggiore innovazione consiste nell'avere individuato un criterio unitario destinato, nella maggior parte dei casi, a disciplinare l'intera successione.

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