Successione ereditaria
Sommario della guida
Che cos'è la successione?
La successione è il procedimento attraverso il quale, alla morte di una persona, il complesso dei rapporti giuridici trasmissibili viene trasferito ai successori individuati dalla legge oppure dal testamento.
Entrano normalmente nella successione:
beni immobili;
diritti reali;
somme di denaro;
conti correnti;
titoli e strumenti finanziari;
quote sociali e aziende, quando trasmissibili;
crediti;
debiti ereditari nei limiti previsti dalla legge;
ogni altro rapporto patrimoniale che non abbia carattere strettamente personale.
Non tutti i diritti della persona si trasmettono agli eredi.
Restano esclusi, ad esempio, i rapporti che per loro natura sono strettamente collegati alla persona del defunto oppure quelli che la legge dichiara intrasmissibili.
Quando si apre la successione?
La successione si apre nel momento della morte della persona.
Ai sensi del Codice civile il luogo di apertura della successione coincide con l'ultimo domicilio del defunto.
Da tale momento iniziano a prodursi numerosi effetti giuridici.
Tra questi assumono particolare rilievo:
l'individuazione dei chiamati all'eredità;
la possibilità di accettare o rinunciare all'eredità;
la decorrenza di numerosi termini previsti dalla legge;
gli obblighi tributari connessi alla dichiarazione di successione;
le verifiche relative alla continuità delle trascrizioni immobiliari.
L'apertura della successione non comporta automaticamente che il chiamato diventi erede.
L'acquisto della qualità di erede richiede infatti, salvo le particolari ipotesi previste dalla legge, l'accettazione dell'eredità.
Quali tipi di successione esistono?
Il nostro ordinamento distingue due principali forme di successione.
La prima è la successione legittima, che opera quando il defunto non abbia lasciato un testamento oppure quando questo non disciplini l'intero patrimonio.
In tale ipotesi è direttamente la legge ad individuare gli eredi e le rispettive quote ereditarie secondo un preciso ordine fondato sul rapporto familiare con il defunto.
La seconda è la successione testamentaria, nella quale il patrimonio viene devoluto in tutto o in parte secondo le disposizioni contenute nel testamento.
Le due forme di successione possono anche coesistere.
È frequente, infatti, che il testatore disponga soltanto di una parte del proprio patrimonio; per i beni non contemplati dal testamento continua ad applicarsi la successione legittima.
Il testamento consente di disporre liberamente di tutto il patrimonio?
Non sempre.
Il diritto italiano tutela alcuni familiari particolarmente stretti, ai quali riserva una quota minima dell'eredità indipendentemente dalla volontà espressa nel testamento.
Si tratta dei cosiddetti legittimari, individuati dal Codice civile.
Rientrano in questa categoria:
il coniuge;
i figli;
gli altri discendenti, nei casi previsti dalla legge;
gli ascendenti, quando manchino figli.
A tali soggetti la legge riserva una quota del patrimonio denominata quota di legittima.
Il testatore può invece disporre liberamente soltanto della quota disponibile, cioè della parte del patrimonio che rimane dopo avere rispettato i diritti riservati ai legittimari.
Qualora il testamento ecceda tali limiti, i legittimari lesi possono esercitare le azioni previste dal Codice civile per ottenere il ripristino dei propri diritti.
Per questa ragione la predisposizione di un testamento richiede spesso un'attenta valutazione preventiva.
Perché il testamento è uno strumento di pianificazione e non soltanto di distribuzione dei beni?
Nella percezione comune il testamento viene spesso considerato come il documento attraverso il quale una persona decide semplicemente a chi destinare i propri beni.
In realtà il testamento rappresenta uno strumento molto più articolato.
Esso consente, entro i limiti previsti dalla legge, di organizzare il futuro passaggio generazionale del patrimonio, disciplinare situazioni familiari particolari, favorire la continuità di un'impresa familiare, individuare il soggetto maggiormente idoneo a proseguire la gestione di determinati beni e prevenire, per quanto possibile, future controversie tra gli eredi.
Una corretta pianificazione successoria può inoltre coordinarsi con altri strumenti giuridici, quali donazioni, patti di famiglia, polizze assicurative, assetti societari e altri istituti previsti dall'ordinamento.
Il ruolo del Notaio consiste anche nell'aiutare la persona a valutare quale combinazione di strumenti risulti maggiormente coerente con la propria situazione familiare e patrimoniale.
Chi sono i chiamati all'eredità?
Con l'apertura della successione, la legge o il testamento individuano i soggetti ai quali viene offerta la possibilità di succedere al defunto.
Tali soggetti assumono la qualifica di chiamati all'eredità.
Il chiamato non diventa automaticamente erede per il solo fatto dell'apertura della successione.
Egli acquista la qualità di erede mediante l'accettazione dell'eredità, che può avvenire nelle forme previste dal Codice civile.
Fino a quel momento il chiamato conserva la facoltà di valutare la situazione patrimoniale del defunto e di decidere se accettare oppure rinunciare all'eredità nei termini stabiliti dalla legge.
Questa distinzione tra chiamato ed erede assume particolare rilievo sia sotto il profilo civilistico sia sotto il profilo della circolazione degli immobili provenienti da successione.
Qual è il ruolo del Notaio nella successione ereditaria?
Il ruolo del Notaio non si limita alla predisposizione della dichiarazione di successione o alla pubblicazione del testamento.
L'assistenza notarile può accompagnare gli eredi durante l'intero procedimento successorio, dalla fase immediatamente successiva al decesso fino alla definitiva sistemazione del patrimonio ereditario.
In particolare, il Notaio:
individua la legge applicabile alla successione;
verifica l'esistenza e la validità di eventuali testamenti;
accerta chi siano i chiamati all'eredità e i loro diritti;
valuta la posizione dei legittimari e il rispetto delle quote di riserva;
assiste gli interessati nella scelta tra accettazione, accettazione con beneficio d'inventario o rinuncia all'eredità;
predispone gli atti notarili eventualmente necessari;
cura la dichiarazione di successione e i relativi adempimenti tributari;
verifica la continuità delle trascrizioni immobiliari;
assiste gli eredi nella successiva divisione del patrimonio.
Una consulenza tempestiva consente spesso di evitare errori che potrebbero emergere soltanto molti anni dopo l'apertura della successione.
Che cos'è la dichiarazione di successione?
Uno degli equivoci più frequenti consiste nel ritenere che la dichiarazione di successione coincida con la successione ereditaria.
In realtà si tratta di due concetti profondamente diversi.
La successione ereditaria è il fenomeno giuridico disciplinato dal Codice civile attraverso il quale il patrimonio del defunto viene devoluto ai successori.
La dichiarazione di successione è invece un adempimento di natura prevalentemente fiscale previsto dal Testo Unico delle disposizioni concernenti l'imposta sulle successioni e donazioni.
Attraverso tale dichiarazione vengono comunicati all'Agenzia delle Entrate i beni e i diritti compresi nell'asse ereditario, consentendo la liquidazione delle imposte eventualmente dovute e l'esecuzione delle volture catastali.
La presentazione della dichiarazione di successione non determina, di per sé, l'acquisto della qualità di erede e non sostituisce l'accettazione dell'eredità quando questa sia richiesta dalla legge.
Per questo motivo è importante distinguere gli effetti civilistici della successione dai relativi adempimenti tributari.
Esistono sempre imposte da pagare?
Non necessariamente.
Il sistema tributario italiano prevede franchigie, aliquote e agevolazioni differenti in funzione del rapporto di parentela tra il defunto e i beneficiari, del valore del patrimonio trasferito e della natura dei beni ereditati.
In molti casi, soprattutto tra coniugi e parenti in linea retta, l'imposta di successione può non essere dovuta grazie alle franchigie previste dalla legge.
Restano tuttavia da valutare gli altri tributi eventualmente applicabili, come le imposte ipotecaria e catastale per gli immobili, salvo i casi nei quali ricorrano specifiche agevolazioni.
La disciplina fiscale delle successioni è articolata e soggetta ad aggiornamenti interpretativi da parte dell'Agenzia delle Entrate.
Per tale ragione ogni successione deve essere esaminata singolarmente, evitando generalizzazioni.
Quali agevolazioni possono trovare applicazione?
L'ordinamento prevede numerose agevolazioni fiscali che possono incidere significativamente sul carico tributario della successione.
Tra le più rilevanti rientrano:
le franchigie previste in favore del coniuge e dei parenti in linea retta;
le agevolazioni relative all'abitazione destinata a beneficiare del regime della «prima casa», quando ricorrano tutti i requisiti stabiliti dalla legge;
le disposizioni riguardanti il trasferimento di aziende, rami d'azienda e partecipazioni societarie nei casi previsti dall'art. 3, comma 4-ter, del Testo Unico dell'imposta sulle successioni e donazioni;
le agevolazioni previste dalla normativa speciale per determinati trasferimenti di beni agricoli, quando ricorrano i presupposti richiesti dalla disciplina vigente.
L'applicazione delle agevolazioni richiede una verifica preventiva sia sotto il profilo civilistico sia sotto quello tributario.
Una valutazione superficiale potrebbe infatti comportare la perdita del beneficio oppure l'insorgere di successive contestazioni.
Perché è importante pianificare la successione?
Molte controversie ereditarie potrebbero essere evitate attraverso una corretta pianificazione successoria.
Programmare il futuro trasferimento del patrimonio non significa soltanto predisporre un testamento.
Significa valutare anticipatamente la composizione del patrimonio, la situazione familiare, la presenza di imprese o aziende, gli interessi dei legittimari, gli aspetti fiscali e gli strumenti giuridici che l'ordinamento mette a disposizione.
Una pianificazione ben costruita consente spesso di:
ridurre il rischio di future controversie tra gli eredi;
favorire la continuità dell'impresa familiare;
coordinare testamento, donazioni e altri strumenti patrimoniali;
ottimizzare, nei limiti consentiti dalla legge, gli effetti fiscali del passaggio generazionale;
rendere più semplice e ordinata la gestione della successione.
Il Notaio rappresenta il professionista maggiormente qualificato per assistere la famiglia in questa fase, poiché è in grado di valutare congiuntamente gli aspetti civilistici, successori, immobiliari e tributari.
Gli errori più frequenti
Tra gli errori che si riscontrano più frequentemente vi sono:
ritenere che la dichiarazione di successione equivalga all'accettazione dell'eredità;
trascurare la presenza di un testamento;
non verificare la posizione dei legittimari;
iniziare a disporre dei beni ereditari senza avere valutato gli effetti dell'accettazione dell'eredità;
sottovalutare gli aspetti fiscali della successione;
non considerare le agevolazioni previste dalla normativa vigente;
affrontare separatamente questioni civilistiche e tributarie, che invece devono essere valutate unitariamente.
Una consulenza preventiva consente normalmente di evitare tali criticità e di programmare correttamente tutte le fasi della successione.
Conclusioni
La successione ereditaria rappresenta uno dei momenti più delicati nella vita di una famiglia, poiché coinvolge contemporaneamente aspetti personali, patrimoniali, fiscali e giuridici. Una corretta gestione della successione richiede una visione unitaria dell'intera vicenda ereditaria: dalla devoluzione del patrimonio alla tutela dei legittimari, dall'accettazione dell'eredità agli adempimenti tributari, fino alla successiva divisione dei beni.
Il Notaio assiste gli interessati lungo tutto questo percorso, offrendo una consulenza che integra il diritto civile, il diritto tributario e la disciplina della pubblicità immobiliare. L'obiettivo non è soltanto adempiere agli obblighi previsti dalla legge, ma consentire un passaggio generazionale ordinato, giuridicamente sicuro e coerente con la volontà del defunto e con gli interessi degli eredi. Ogni successione presenta caratteristiche proprie e richiede una valutazione specifica, nella quale assumono particolare rilievo la composizione del patrimonio, la situazione familiare, la presenza di eventuali disposizioni testamentarie e le agevolazioni fiscali concretamente applicabili.
Domande frequenti
Che cos'è la successione?
La successione è il procedimento attraverso il quale, alla morte di una persona, il complesso dei rapporti giuridici trasmissibili viene trasferito ai successori individuati dalla legge oppure dal testamento.
Quando si apre la successione?
La successione si apre nel momento della morte della persona. Ai sensi del Codice civile il luogo di apertura della successione coincide con l'ultimo domicilio del defunto.
Quali tipi di successione esistono?
Il nostro ordinamento distingue due principali forme di successione. La prima è la successione legittima, che opera quando il defunto non abbia lasciato un testamento oppure quando questo non disciplini l'intero patrimonio.