Accettazione dell'eredità
Sommario della guida
Quando si diventa eredi?
Alla morte di una persona si apre la successione e vengono individuati i soggetti ai quali l'eredità è devoluta.
Essi assumono la qualità di chiamati all'eredità.
Il chiamato, tuttavia, non diventa automaticamente erede.
Salvo le particolari ipotesi previste dalla legge, la qualità di erede si acquista mediante l'accettazione dell'eredità.
Fino a quel momento il chiamato conserva la facoltà di:
accettare l'eredità;
accettarla con beneficio d'inventario nei casi previsti dalla legge;
rinunciare all'eredità;
valutare la consistenza del patrimonio ereditario prima di assumere una decisione.
Questa fase rappresenta uno dei momenti più delicati dell'intera vicenda successoria.
Perché è così importante distinguere il chiamato dall'erede?
La differenza produce conseguenze molto rilevanti.
L'erede subentra nei rapporti patrimoniali del defunto secondo le regole previste dal Codice civile.
Il chiamato, invece, dispone ancora di un margine di scelta.
Proprio per questa ragione è essenziale prestare attenzione ai comportamenti che vengono posti in essere nei mesi successivi all'apertura della successione.
Alcuni atti consentono semplicemente di conservare il patrimonio ereditario.
Altri, invece, possono comportare l'acquisto della qualità di erede anche senza una dichiarazione espressa.
Per tale motivo è opportuno evitare iniziative autonome prima di avere valutato con il Notaio la situazione concreta.
Come si può accettare l'eredità?
Il Codice civile prevede tre principali modalità di acquisto dell'eredità:
l'accettazione espressa;
l'accettazione tacita;
l'accettazione con beneficio d'inventario.
Ognuna di esse produce effetti differenti e risponde ad esigenze diverse.
Le guide successive approfondiscono dettagliatamente ciascuna forma di accettazione.
In questa sede è sufficiente ricordare che tutte conducono, sia pure con modalità differenti, all'acquisto della qualità di erede.
Che cos'è l'accettazione espressa?
L'accettazione espressa si realizza quando il chiamato dichiara formalmente di accettare l'eredità.
La dichiarazione deve risultare da un atto pubblico oppure da una scrittura privata nei casi previsti dalla legge.
Si tratta della forma più chiara e più facilmente individuabile di accettazione.
L'intervento del Notaio garantisce la corretta predisposizione dell'atto e la successiva esecuzione degli adempimenti richiesti dalla normativa.
Che cos'è l'accettazione tacita?
L'accettazione tacita rappresenta uno degli istituti più delicati e, al tempo stesso, meno conosciuti del diritto successorio.
Essa non deriva da una dichiarazione espressa.
Si verifica quando il chiamato compie un comportamento che presuppone necessariamente la volontà di accettare l'eredità e che egli non avrebbe il diritto di compiere se non nella qualità di erede.
Non è quindi sufficiente qualsiasi comportamento.
Occorre un atto incompatibile con la volontà di rinunciare all'eredità.
La Corte di cassazione ha affrontato nel corso degli anni un numero molto elevato di casi concreti, precisando progressivamente i criteri attraverso i quali distinguere gli atti meramente conservativi da quelli che integrano accettazione tacita.
Per tale ragione la valutazione deve essere sempre effettuata con particolare prudenza.
Che cosa può fare il chiamato senza diventare automaticamente erede?
Il chiamato all'eredità può compiere gli atti conservativi, di vigilanza e di ordinaria amministrazione necessari a preservare il patrimonio ereditario.
A titolo esemplificativo, egli può:
mettere in sicurezza un immobile;
eseguire riparazioni urgenti indispensabili ad evitare danni;
sostituire una serratura quando ciò sia necessario per impedire intrusioni;
richiedere visure catastali e ipotecarie;
acquisire informazioni presso banche, assicurazioni e pubbliche amministrazioni;
recuperare la documentazione relativa ai beni ereditari;
presentare la dichiarazione di successione, che costituisce un adempimento tributario e non equivale, di per sé, ad accettazione dell'eredità.
Si tratta di attività finalizzate alla conservazione del patrimonio e non all'esercizio dei diritti spettanti esclusivamente all'erede.
Quali atti possono comportare l'accettazione tacita dell'eredità?
Non esiste un elenco tassativo valido per ogni situazione.
Il principio elaborato dal Codice civile e dalla giurisprudenza è diverso.
L'accettazione tacita si verifica quando il chiamato compie un atto che presuppone necessariamente la qualità di erede e che non avrebbe il diritto di compiere se non in tale veste.
Tra gli atti che più frequentemente possono integrare accettazione tacita rientrano, ad esempio:
la vendita di un immobile ereditario;
la donazione di beni appartenenti all'eredità;
la costituzione di ipoteca su beni ereditari;
la vendita della quota ereditaria;
la rinuncia ad un diritto ereditario a favore di altri chiamati;
l'esercizio di diritti che spettano esclusivamente all'erede;
gli altri atti dispositivi incompatibili con la volontà di rinunciare all'eredità.
La valutazione, tuttavia, deve essere sempre effettuata con riferimento al caso concreto.
Il medesimo comportamento può infatti assumere un diverso significato giuridico a seconda delle circostanze nelle quali viene posto in essere.
Per tale motivo è sempre consigliabile consultare preventivamente il Notaio prima di compiere atti che riguardino beni compresi nella successione.
Esiste un termine per accettare l'eredità?
Sì.
Il diritto di accettare l'eredità si prescrive, di regola, nel termine di dieci anni dall'apertura della successione.
Ciò non significa, tuttavia, che sia opportuno attendere tale termine.
Nel corso di questo periodo possono infatti intervenire circostanze che rendano necessario assumere tempestivamente una decisione, come la vendita di un immobile, la richiesta di un finanziamento bancario, la necessità di amministrare il patrimonio ereditario oppure la presenza di creditori.
Inoltre, in alcune situazioni particolari previste dal Codice civile, i termini e gli obblighi del chiamato possono essere diversi, come accade, ad esempio, per il chiamato che sia nel possesso dei beni ereditari.
L'accettazione può essere revocata?
No.
L'accettazione dell'eredità produce normalmente effetti irrevocabili.
Una volta acquistata la qualità di erede non è più possibile tornare alla situazione precedente mediante una successiva rinuncia.
Proprio per questa ragione è opportuno valutare attentamente la consistenza del patrimonio ereditario prima di assumere qualsiasi decisione.
Qualora vi siano dubbi sulla presenza di debiti o di passività rilevanti, il Notaio può illustrare gli strumenti previsti dall'ordinamento, tra i quali l'accettazione con beneficio d'inventario nei casi disciplinati dalla legge.
Perché il Notaio insiste sulla trascrizione dell'accettazione dell'eredità?
Molti clienti ritengono che la trascrizione dell'accettazione dell'eredità rappresenti un adempimento superfluo o un costo evitabile.
In realtà le ragioni sono profondamente diverse.
Quando l'eredità comprende beni immobili, la trascrizione dell'accettazione svolge una funzione essenziale ai fini della continuità delle trascrizioni, principio fondamentale del sistema della pubblicità immobiliare.
La continuità delle trascrizioni garantisce che il passaggio della proprietà risulti regolarmente documentato nei Registri Immobiliari, assicurando certezza nella circolazione dei beni.
Nella prassi bancaria questo requisito è normalmente considerato indispensabile ai fini della concessione di un mutuo ipotecario.
L'assenza della trascrizione dell'accettazione può quindi determinare richieste di regolarizzazione prima dell'erogazione del finanziamento oppure creare difficoltà nella successiva circolazione dell'immobile.
Il Notaio non propone pertanto tale adempimento per ragioni meramente formali, ma perché esso contribuisce a rendere il bene pienamente commerciabile e a prevenire future criticità.
La dichiarazione di successione sostituisce l'accettazione dell'eredità?
No.
Si tratta di due istituti completamente diversi.
La dichiarazione di successione costituisce un adempimento tributario nei confronti dell'Agenzia delle Entrate.
L'accettazione dell'eredità è invece l'atto mediante il quale il chiamato acquista la qualità di erede secondo le regole del Codice civile.
Le due vicende possono naturalmente collegarsi nella pratica, ma non devono essere confuse.
Proprio questa confusione rappresenta uno degli errori più frequenti riscontrati nell'esperienza notarile.
Qual è il ruolo del Notaio?
Il Notaio assiste il chiamato fin dalle prime fasi della successione.
In particolare:
ricostruisce la situazione familiare e patrimoniale del defunto;
verifica l'esistenza di eventuali testamenti;
valuta la posizione dei chiamati;
individua la forma di accettazione più appropriata;
verifica la presenza di eventuali passività ereditarie;
illustra gli effetti dell'accettazione, della rinuncia e del beneficio d'inventario;
cura gli atti notarili eventualmente necessari;
esegue gli adempimenti relativi alla pubblicità immobiliare quando richiesti dalla legge.
Una consulenza preventiva consente molto spesso di evitare comportamenti che potrebbero produrre inconsapevolmente l'acquisto della qualità di erede.
Gli errori più frequenti
Tra gli errori che si riscontrano con maggiore frequenza vi sono:
ritenere che il chiamato diventi automaticamente erede con la morte del defunto;
confondere la dichiarazione di successione con l'accettazione dell'eredità;
compiere atti dispositivi senza avere valutato i loro effetti;
sottovalutare la disciplina dell'accettazione tacita;
ignorare le conseguenze della continuità delle trascrizioni;
pensare che l'accettazione possa essere successivamente revocata;
affrontare la successione senza avere preventivamente verificato l'eventuale presenza di debiti ereditari.
Una corretta consulenza notarile permette normalmente di evitare tali criticità e di individuare la soluzione più adatta alla situazione concreta.
Conclusioni
L'accettazione dell'eredità costituisce il momento nel quale il chiamato acquista la qualità di erede e subentra nei rapporti giuridici trasmissibili del defunto. Proprio perché tale scelta produce effetti normalmente irrevocabili, è fondamentale distinguere gli atti che il chiamato può compiere per conservare il patrimonio ereditario da quelli che, invece, possono integrare un'accettazione tacita.
Particolare attenzione deve essere riservata agli immobili ereditari, poiché la trascrizione dell'accettazione dell'eredità rappresenta uno strumento essenziale per garantire la continuità delle trascrizioni e la piena circolazione dei beni. Una valutazione preventiva consente di evitare comportamenti inconsapevoli, di scegliere la forma di accettazione più appropriata e di affrontare la successione con la necessaria sicurezza giuridica, tenendo conto sia degli aspetti civilistici sia delle conseguenze pratiche e patrimoniali dell'acquisto della qualità di erede.
Domande frequenti
Quando si diventa eredi?
Alla morte di una persona si apre la successione e vengono individuati i soggetti ai quali l'eredità è devoluta. Essi assumono la qualità di chiamati all'eredità.
Perché è così importante distinguere il chiamato dall'erede?
La differenza produce conseguenze molto rilevanti. L'erede subentra nei rapporti patrimoniali del defunto secondo le regole previste dal Codice civile.
Che cos'è l'accettazione espressa?
L'accettazione espressa si realizza quando il chiamato dichiara formalmente di accettare l'eredità. La dichiarazione deve risultare da un atto pubblico oppure da una scrittura privata nei casi previsti dalla legge.