Perché scrivere nome e cognome per esteso
Questa è una delle domande che sorprende maggiormente chi entra per la prima volta in uno studio notarile.
La scena è quasi sempre la stessa.
Vi porgo la penna e vi chiedo:
«Per favore, scriva il suo nome e cognome per esteso.»
Molti rimangono sorpresi.
Qualcuno mi risponde:
«Ma io firmo sempre così.»
E mi mostra una firma elegante, velocissima, composta da uno svolazzo, da qualche iniziale o da un tratto grafico che utilizza abitualmente da molti anni.
La mia risposta è sempre la stessa.
Non si tratta di una particolare abitudine del mio Studio.
Si tratta di una regola che trova il proprio fondamento nella Legge Notarile del 16 febbraio 1913 n. 89, la quale, all'articolo 51, prevede che l'atto pubblico notarile debba contenere la sottoscrizione col nome e cognome delle parti.
Questa disposizione risponde ad una finalità molto precisa.
L'atto notarile è un documento destinato ad essere conservato per un tempo lunghissimo e, spesso, ad essere consultato anche molti decenni dopo la sua sottoscrizione.
Per questo motivo è essenziale che sia sempre possibile individuare con immediatezza chi è intervenuto nell'atto.
Una firma costituita esclusivamente da uno svolazzo, da poche iniziali o da un segno grafico difficilmente leggibile potrebbe non consentire, nel tempo, di identificare con la necessaria certezza la persona che ha sottoscritto il documento.
Per questa ragione la tradizione notarile, coerentemente con quanto previsto dalla Legge Notarile, richiede che le parti scrivano nome e cognome in modo completo e chiaramente leggibile.
Non è necessario avere una calligrafia perfetta.
Non è importante scrivere in modo elegante.
È sufficiente che il nome e il cognome possano essere letti senza difficoltà da chiunque consulti l'atto, anche molti anni dopo.
Può sembrare una piccola formalità.
In realtà racconta molto bene la filosofia del notariato italiano.
Ogni regola, anche la più semplice, è pensata per garantire la certezza del diritto, la corretta identificazione delle persone e la conservazione di documenti destinati a produrre effetti giuridici per generazioni.
Molti clienti stranieri rimangono sinceramente sorpresi da questa particolarità.
Per loro rappresenta un elemento insolito.
Per il nostro ordinamento, invece, costituisce una delle tante attenzioni attraverso le quali si cerca di rendere il rogito notarile un documento il più possibile chiaro, sicuro e duraturo.
A questo punto, quasi inevitabilmente, arriva un'altra domanda.
«Se io devo scrivere il mio nome e cognome in modo perfettamente leggibile, perché il Notaio può invece apporre una firma molto più stilizzata?»
È una domanda assolutamente legittima.
E merita una risposta tutta sua.