Che fine fa l'originale del mio rogito?
È una domanda che mi piace moltissimo.
Forse perché la risposta sorprende quasi tutti.
Molti immaginano che, una volta terminata la firma, l'originale del rogito venga consegnato al cliente oppure inviato da qualche parte e che se ne perda rapidamente traccia.
In realtà accade esattamente il contrario.
L'originale del vostro atto notarile, salvo rarissime eccezioni previste dalla legge, non esce mai dallo studio del Notaio.
Rimane custodito sotto la mia responsabilità e continua il suo percorso insieme a tutti gli altri atti che ricevo nel corso della mia attività professionale.
Molti clienti, entrando nel mio studio, notano gli scaffali pieni di grandi volumi rilegati.
Non si tratta di libri.
Sono raccolte di atti notarili.
Anche il vostro rogito, una volta completati tutti gli adempimenti successivi alla stipula, entrerà a far parte di questa raccolta e verrà conservato insieme agli altri originali.
A quel punto potreste chiedermi:
«Ma allora io che cosa ricevo?»
Riceverete una copia autentica, cioè un documento che riproduce fedelmente il contenuto dell'originale e che il Notaio certifica essere conforme ad esso.
L'originale, invece, rimane custodito nello studio.
È una scelta precisa del nostro ordinamento.
L'idea è semplice ma molto efficace: esiste un unico documento originale, conservato dal pubblico ufficiale che lo ha ricevuto, mentre le parti possono ottenere copie autentiche ogni volta che ne abbiano necessità.
E che cosa succede quando il Notaio va in pensione?
Oppure se cessa dall'esercizio della professione?
Anche in questo caso gli originali non vengono restituiti ai clienti e non vengono distrutti.
Continuano a essere custoditi secondo le modalità previste dall'ordinamento, passando all'Archivio Notarile competente.
Successivamente, decorso il periodo stabilito dalla legge, entreranno a far parte del patrimonio documentale dello Stato attraverso il trasferimento all'Archivio di Stato.
Questo significa che il rogito che state firmando oggi è destinato a essere conservato anche per le generazioni future.
È una prospettiva che affascina molti clienti.
Pensare che un atto firmato nel 2025 potrà ancora essere consultato tra cento anni o anche molto più tardi dà un'idea concreta dell'importanza attribuita dal nostro sistema giuridico alla conservazione dei documenti notarili.
Ogni volta che ripongo un originale nella raccolta penso che quel fascicolo potrebbe raccontare, tra molti decenni, la storia di una famiglia, di una casa, di un'azienda o di un progetto di vita.
Ed è forse questa una delle parti più belle del mio lavoro.
Perché il rogito notarile non serve soltanto a regolare il presente.
È un documento costruito per resistere al tempo.