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Imprese, aziende e società

Il patto di famiglia per il passaggio generazionale dell'impresa

Sommario della guida

Che cos'è il patto di famiglia?

Il patto di famiglia è un contratto con il quale l'imprenditore trasferisce, durante la propria vita, l'azienda oppure le partecipazioni sociali ad uno o più discendenti.

Contestualmente vengono disciplinati i diritti di coloro che, se la successione si aprisse nel giorno della stipula, sarebbero legittimari.

Il patto di famiglia rappresenta una delle poche eccezioni espressamente previste dalla legge al divieto dei patti successori e costituisce uno strumento destinato esclusivamente a favorire il passaggio generazionale dell'impresa.

A differenza del testamento, produce effetti immediati e consente all'imprenditore di assistere personalmente al trasferimento dell'azienda, accompagnando il successore nella prosecuzione dell'attività.

Perché è stato introdotto?

L'esperienza dimostrava che la successione ereditaria rappresentava spesso un momento di forte instabilità per l'impresa.

Alla morte dell'imprenditore l'azienda rischiava di essere suddivisa tra più eredi, molti dei quali potevano non avere interesse o capacità di proseguire l'attività.

La gestione comune dell'impresa, le divergenze tra coeredi e le difficoltà nella divisione del patrimonio potevano compromettere la continuità aziendale e, nei casi più gravi, determinare la cessazione dell'attività.

Il patto di famiglia è stato introdotto proprio per evitare tali conseguenze, consentendo di individuare anticipatamente il successore dell'imprenditore e di regolare consensualmente i rapporti con gli altri legittimari.

Che cosa può essere trasferito?

Possono costituire oggetto del patto di famiglia:

  • l'intera azienda;

  • un ramo d'azienda;

  • le partecipazioni in società di persone;

  • le partecipazioni in società di capitali, quando ricorrono i presupposti previsti dalla legge.

L'istituto riguarda esclusivamente il patrimonio imprenditoriale e non può essere utilizzato per trasferire genericamente gli altri beni appartenenti all'imprenditore.

Chi deve partecipare al contratto?

Il patto di famiglia deve essere stipulato mediante atto pubblico notarile.

Devono partecipare:

  • l'imprenditore;

  • il discendente o i discendenti assegnatari dell'azienda o delle partecipazioni;

  • il coniuge dell'imprenditore, se esistente;

  • tutti coloro che, se la successione si aprisse nel giorno della stipula, sarebbero legittimari.

La partecipazione di tutti i legittimari costituisce uno degli elementi essenziali dell'istituto ed è diretta a prevenire future contestazioni sulla validità e sugli effetti dell'accordo.

Perché partecipano anche gli altri legittimari?

La loro presenza non rappresenta una semplice formalità.

Il legislatore ha voluto che tutti i soggetti direttamente interessati partecipassero alla definizione dell'equilibrio economico dell'operazione.

In questo modo la continuità dell'impresa viene conciliata con la tutela dei diritti riservati ai legittimari, evitando che il trasferimento dell'azienda possa costituire fonte di future controversie ereditarie.

Che cos'è la liquidazione dei legittimari?

La liquidazione dei legittimari costituisce uno degli elementi centrali del patto di famiglia.

Coloro che non ricevono l'azienda o le partecipazioni hanno diritto, salvo diverso accordo, a ricevere una somma di denaro o altri beni corrispondenti al valore della quota di legittima calcolata sui beni oggetto del trasferimento.

La liquidazione può essere effettuata:

  • mediante denaro;

  • mediante attribuzione di beni;

  • mediante qualsiasi altra modalità concordata da tutte le parti.

La legge consente inoltre ai legittimari di rinunciare, in tutto o in parte, alla liquidazione loro spettante.

Questa possibilità rende il patto di famiglia particolarmente flessibile e consente di adattarlo alle esigenze della singola famiglia e dell'impresa.

Come viene determinato il valore dell'azienda?

La valutazione dell'azienda rappresenta uno dei momenti più delicati dell'intera operazione.

Dal valore attribuito dipende infatti anche la determinazione della liquidazione spettante ai legittimari.

La valutazione tiene normalmente conto:

  • del patrimonio aziendale;

  • dei beni immobili;

  • dei beni mobili;

  • dei beni immateriali;

  • dell'avviamento;

  • della redditività dell'impresa;

  • della situazione economica e finanziaria;

  • delle prospettive di sviluppo dell'attività.

Una valutazione condivisa tra tutte le parti costituisce uno degli strumenti più efficaci per prevenire future contestazioni.

Quali effetti produce il patto di famiglia sulla futura successione?

Uno degli aspetti più innovativi del patto di famiglia consiste proprio nei suoi effetti successori.

I beni trasferiti mediante il patto escono definitivamente dal patrimonio dell'imprenditore e non saranno quindi compresi nella futura successione.

Quando si aprirà la successione dell'imprenditore, l'azienda o le partecipazioni già trasferite continueranno ad appartenere al discendente assegnatario e non dovranno essere nuovamente divise tra gli eredi.

In questo modo il legislatore ha voluto assicurare stabilità all'impresa ed evitare che il passaggio generazionale, già programmato durante la vita dell'imprenditore, possa essere rimesso in discussione dopo la sua morte.

Che cosa accade se successivamente nascono o vengono riconosciuti nuovi legittimari?

Il Codice civile disciplina espressamente anche questa ipotesi.

Può infatti accadere che, dopo la stipula del patto di famiglia, sopravvenga un nuovo legittimario, ad esempio per la nascita di un figlio, per un successivo matrimonio o per il riconoscimento di un figlio.

Il legislatore ha previsto specifici strumenti di tutela anche per tali soggetti, riconoscendo loro il diritto di ottenere quanto la legge riserva ai legittimari, secondo la disciplina contenuta negli articoli 768-sexies e seguenti del Codice civile.

In questo modo vengono contemperate due esigenze entrambe meritevoli di tutela: la stabilità dell'impresa e la protezione dei diritti dei legittimari sopravvenuti.

Il patto di famiglia può essere modificato o sciolto?

Sì.

Il patto di famiglia non è necessariamente irrevocabile.

La legge consente alle parti di scioglierlo o modificarlo mediante un nuovo contratto stipulato con la partecipazione di tutti coloro che hanno preso parte al patto originario.

Lo scioglimento può inoltre avvenire nei casi previsti dalla legge mediante recesso, quando tale facoltà sia stata espressamente prevista nel contratto.

La modifica o lo scioglimento richiedono comunque la forma dell'atto pubblico notarile.

Qual è la differenza rispetto alla donazione?

La donazione e il patto di famiglia sono istituti profondamente diversi.

Con la donazione l'imprenditore trasferisce gratuitamente un bene ad un altro soggetto.

Il patto di famiglia, invece, costituisce uno strumento specificamente destinato alla continuità dell'impresa e comporta la partecipazione dei legittimari, la disciplina della loro liquidazione e gli effetti particolari previsti dagli articoli 768-bis e seguenti del Codice civile.

La donazione dell'azienda può quindi rappresentare una soluzione in alcuni casi, ma non realizza gli effetti tipici del patto di famiglia né offre lo stesso livello di stabilità nei rapporti successori.

Qual è la differenza rispetto al testamento?

Anche il testamento può attribuire l'azienda ad uno degli eredi.

Esiste però una differenza fondamentale.

Il testamento produce effetti soltanto dopo la morte del testatore.

Il patto di famiglia produce invece effetti immediati.

L'imprenditore può così seguire personalmente il passaggio generazionale, affiancare il successore nella gestione dell'attività, programmare il trasferimento delle competenze imprenditoriali e verificare concretamente la capacità del discendente di proseguire l'impresa.

Sotto questo profilo il patto di famiglia rappresenta uno strumento molto più efficace per garantire la continuità aziendale.

Qual è il regime fiscale del patto di famiglia?

Il legislatore ha previsto un regime fiscale particolarmente favorevole per incentivare il passaggio generazionale delle imprese.

In presenza delle condizioni stabilite dalla normativa tributaria, il trasferimento dell'azienda o delle partecipazioni può beneficiare dell'esenzione dall'imposta sulle successioni e donazioni.

L'agevolazione è subordinata al rispetto di specifici requisiti, tra i quali assume particolare rilievo l'impegno dell'assegnatario a proseguire l'attività o a mantenere il controllo della società per il periodo previsto dalla legge.

La disciplina è contenuta principalmente nell'art. 3, comma 4-ter, del D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 e costituisce uno dei principali strumenti di favore per la continuità delle imprese familiari.

Qual è il ruolo del Notaio?

Il patto di famiglia deve essere stipulato mediante atto pubblico.

L'attività del Notaio non si limita alla redazione del contratto, ma comprende anche:

  • la verifica dei presupposti previsti dalla legge;

  • l'individuazione dei legittimari che devono partecipare all'atto;

  • la ricostruzione della struttura dell'impresa o della società;

  • il coordinamento tra disciplina successoria, societaria e tributaria;

  • la corretta determinazione della liquidazione spettante ai legittimari;

  • la predisposizione delle clausole necessarie a garantire la stabilità dell'operazione.

La funzione notarile assume particolare rilievo perché il patto di famiglia rappresenta il punto di incontro tra il diritto delle successioni, il diritto societario, il diritto dell'impresa e la normativa fiscale.

Errori frequenti

Tra gli equivoci più ricorrenti vi sono:

  • ritenere che il patto di famiglia possa riguardare qualsiasi bene del patrimonio;

  • confonderlo con una donazione dell'azienda;

  • credere che sia sufficiente la partecipazione del solo imprenditore e dell'assegnatario;

  • ritenere che il patto elimini integralmente i diritti dei legittimari;

  • confondere il patto di famiglia con il testamento;

  • trascurare il regime fiscale agevolato e le condizioni necessarie per beneficiarne.

Conclusioni

Il patto di famiglia rappresenta una delle innovazioni più significative introdotte negli ultimi decenni nel diritto successorio italiano. Attraverso una limitata e mirata deroga al divieto dei patti successori, il legislatore ha messo a disposizione degli imprenditori uno strumento capace di programmare il passaggio generazionale dell'impresa senza attendere l'apertura della successione.

La sua funzione non consiste soltanto nel trasferire l'azienda o le partecipazioni, ma soprattutto nel preservare la continuità dell'attività economica, assicurando un equilibrio tra le esigenze dell'impresa e i diritti dei legittimari. Proprio per la complessità dei profili coinvolti – successori, societari e fiscali – il patto di famiglia costituisce uno degli strumenti più evoluti dell'ordinamento per accompagnare il ricambio generazionale e garantire la conservazione del patrimonio imprenditoriale familiare.

Domande frequenti

Che cos'è il patto di famiglia?

Il patto di famiglia è un contratto con il quale l'imprenditore trasferisce, durante la propria vita, l'azienda oppure le partecipazioni sociali ad uno o più discendenti. Contestualmente vengono disciplinati i diritti di coloro che, se la successione si aprisse nel giorno della stipula, sarebbero legittimari.

Perché è stato introdotto?

L'esperienza dimostrava che la successione ereditaria rappresentava spesso un momento di forte instabilità per l'impresa. Alla morte dell'imprenditore l'azienda rischiava di essere suddivisa tra più eredi, molti dei quali potevano non avere interesse o capacità di proseguire l'attività.

Chi deve partecipare al contratto?

Il patto di famiglia deve essere stipulato mediante atto pubblico notarile.

Devono partecipare:

  • l'imprenditore;

  • il discendente o i discendenti assegnatari dell'azienda o delle partecipazioni;

  • il coniuge dell'imprenditore, se esistente;

  • tutti coloro che, se la successione si aprisse nel giorno della stipula, sarebbero legittimari.

La partecipazione di tutti i legittimari costituisce uno degli elementi essenziali dell'istituto ed è diretta a prevenire future contestazioni sulla validità e sugli effetti dell'accordo.

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