La cessione d'azienda
Sommario della guida
Che cosa significa acquistare un'azienda?
Chi acquista un'azienda non compra semplicemente un insieme di beni.
Acquista un'attività economica organizzata, cioè un complesso di elementi che, coordinati tra loro, consentono di continuare immediatamente l'esercizio dell'impresa.
È questa organizzazione a distinguere la cessione d'azienda dalla vendita di singoli beni.
Un magazzino, alcuni macchinari o un immobile possono essere venduti separatamente senza che vi sia una cessione d'azienda.
Quando invece viene trasferito un complesso organizzato idoneo a consentire la prosecuzione dell'attività, trova applicazione la disciplina speciale prevista dagli articoli 2555 e seguenti del Codice civile.
Che cosa viene normalmente trasferito?
L'azienda può comprendere una pluralità di beni e rapporti giuridici.
Ne fanno normalmente parte:
immobili destinati all'attività;
terreni;
impianti;
macchinari;
attrezzature;
arredi;
merci e magazzino;
automezzi;
software;
brevetti;
marchi;
organizzazione aziendale;
avviamento;
contratti collegati all'esercizio dell'impresa.
L'azienda costituisce tuttavia un'entità unitaria.
Non è necessario che ogni singolo bene venga trasferito.
Le parti possono escludere determinati elementi purché il complesso residuo mantenga la propria autonomia funzionale e continui ad essere idoneo all'esercizio dell'attività economica.
Come si determina il prezzo?
Il prezzo della cessione non corrisponde normalmente alla semplice somma del valore dei beni.
Nel determinarlo assumono rilievo molteplici fattori, tra cui:
il valore dei beni materiali;
il valore dei beni immateriali;
la redditività dell'impresa;
la posizione sul mercato;
la clientela;
la capacità dell'azienda di produrre utili.
Per questo motivo due aziende che possiedono beni materiali di identico valore possono avere prezzi molto differenti.
Che cos'è l'avviamento?
L'avviamento rappresenta il valore economico derivante dalla capacità dell'azienda di produrre reddito grazie alla propria organizzazione.
Dipende, ad esempio:
dalla clientela acquisita;
dalla reputazione commerciale;
dalla posizione sul mercato;
dall'efficienza dell'organizzazione;
dalla notorietà dell'attività.
Spesso costituisce la componente economicamente più importante dell'intera azienda.
Anche sotto il profilo tributario l'avviamento continua a rilevare nella determinazione del valore dell'azienda e nella disciplina fiscale della cessione.
Ditta, insegna e marchio vengono sempre trasferiti?
No.
Occorre distinguere attentamente i diversi segni distintivi.
La ditta identifica l'imprenditore.
L'insegna identifica il luogo nel quale viene esercitata l'attività.
Il marchio distingue invece i prodotti o i servizi.
Si tratta di istituti diversi, disciplinati da regole differenti.
Il marchio può costituire oggetto di una cessione autonoma oppure di una licenza d'uso, indipendentemente dal trasferimento dell'azienda.
Anche la sorte della ditta e dell'insegna deve essere disciplinata espressamente nel contratto.
Per questo motivo il Notaio individua con precisione quali segni distintivi vengono trasferiti e quali, invece, rimangono nella disponibilità del cedente.
Che cosa accade ai contratti?
Uno degli effetti più importanti della cessione riguarda i contratti stipulati per l'esercizio dell'impresa.
Salvo che abbiano carattere personale o che la legge disponga diversamente, l'acquirente subentra automaticamente nei contratti in corso.
Lo scopo della disciplina è assicurare la continuità dell'attività economica.
Prima della stipula vengono normalmente esaminati i principali rapporti contrattuali dell'azienda, quali forniture, locazioni, leasing, contratti di distribuzione e altri rapporti essenziali per il funzionamento dell'impresa.
Le autorizzazioni amministrative seguono automaticamente l'azienda?
Non sempre.
Molte autorizzazioni amministrative consentono il subentro dell'acquirente, ma la disciplina varia in funzione della normativa speciale applicabile ai singoli settori.
Attività commerciali, pubblici esercizi, farmacie, imprese di trasporto, strutture ricettive e numerose altre attività sono soggette a discipline differenti.
Per questo motivo il contratto di cessione viene coordinato con i procedimenti amministrativi necessari per consentire la prosecuzione dell'attività.
Che cosa accade ai dipendenti?
La legge tutela la continuità dei rapporti di lavoro.
L'articolo 2112 del Codice civile prevede che il trasferimento dell'azienda non comporti la cessazione dei rapporti con i dipendenti.
I lavoratori continuano quindi il proprio rapporto alle dipendenze dell'acquirente, conservando i diritti loro riconosciuti dall'ordinamento.
La prosecuzione dei rapporti di lavoro rappresenta uno degli elementi che garantiscono la continuità dell'organizzazione aziendale.
Che cosa accade ai crediti e ai debiti?
La cessione dell'azienda produce effetti anche sui rapporti di credito e di debito maturati durante l'esercizio dell'impresa.
Il Codice civile disciplina separatamente le due situazioni.
Per i crediti dell'azienda opera l'art. 2559 c.c., che ne regola il trasferimento all'acquirente.
Diversa è la disciplina dei debiti, regolata dall'art. 2560 c.c.
Il cedente rimane normalmente obbligato nei confronti dei creditori, salvo che questi abbiano espressamente acconsentito alla sua liberazione.
Nelle aziende commerciali l'acquirente risponde inoltre dei debiti anteriori al trasferimento che risultano dai libri contabili obbligatori.
Si tratta di una tutela prevista dalla legge a favore dei creditori dell'impresa.
Le clausole inserite nel contratto possono disciplinare i rapporti economici tra cedente e acquirente, ma non eliminano gli effetti che la legge produce nei confronti dei terzi.
Quali responsabilità fiscali assume l'acquirente?
Accanto alla disciplina civilistica opera una specifica disciplina tributaria.
L'art. 14 del D.Lgs. n. 472/1997 prevede una particolare responsabilità dell'acquirente per determinati debiti tributari riferibili all'azienda ceduta.
Per limitare tale rischio la legge consente di richiedere all'Agenzia delle Entrate il certificato dei carichi tributari, che costituisce uno dei principali strumenti di tutela dell'acquirente.
Nella prassi notarile tale certificato riveste notevole importanza, poiché permette di conoscere la situazione fiscale dell'impresa entro i limiti previsti dalla normativa e di valutare con maggiore consapevolezza l'operazione.
Il venditore può aprire una nuova attività concorrente?
Il Codice civile tutela il valore economico dell'azienda ceduta attraverso il divieto legale di concorrenza previsto dall'art. 2557 c.c.
La finalità della norma è evitare che il venditore possa riappropriarsi della clientela trasferita, svuotando di contenuto economico l'avviamento acquistato.
Il divieto opera entro i limiti stabiliti dalla legge.
Il contratto può tuttavia disciplinarne più dettagliatamente il contenuto.
Le parti possono, ad esempio:
individuare l'area geografica nella quale il divieto opera;
limitarlo a specifiche attività economiche;
precisare i prodotti o i servizi interessati;
prevedere una durata inferiore al limite massimo consentito dalla legge;
disciplinare eventuali attività che il cedente può continuare a svolgere.
Una clausola costruita con precisione tutela efficacemente l'acquirente senza comprimere inutilmente la libertà di iniziativa economica del venditore.
Quali sono gli aspetti fiscali della cessione?
La cessione d'azienda è soggetta a una disciplina tributaria diversa da quella prevista per la vendita di singoli beni.
Dal punto di vista delle imposte indirette, l'operazione è normalmente assoggettata all'imposta di registro secondo la disciplina prevista per il trasferimento dell'azienda.
Quando il compendio aziendale comprende beni mobili, merci, impianti, macchinari, attrezzature, arredi, avviamento e gli altri elementi dell'organizzazione aziendale, tali componenti seguono la disciplina tributaria prevista per la cessione dell'azienda.
Se invece fanno parte dell'azienda beni immobili o diritti reali immobiliari, tali beni sono assoggettati alla disciplina propria dei trasferimenti immobiliari.
Per questo motivo il contratto individua normalmente le principali componenti del patrimonio aziendale e il corrispettivo ad esse riferibile, così da consentire la corretta applicazione della normativa tributaria.
Anche ai fini delle imposte dirette la cessione può determinare l'emersione di una plusvalenza imponibile in capo al cedente, secondo le regole previste dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi.
Che cosa accade se viene ceduta l'unica azienda dell'imprenditore?
Quando un imprenditore individuale trasferisce l'unica azienda della quale è titolare, la cessione comporta normalmente anche la cessazione dell'attività d'impresa.
Diversa è l'ipotesi in cui l'imprenditore continui ad esercitare altre attività economiche oppure mantenga un'organizzazione imprenditoriale diversa da quella ceduta.
Perché è importante distinguere tra cessione d'azienda e vendita di singoli beni?
La distinzione produce conseguenze rilevanti sotto numerosi profili.
Nella vendita di singoli beni si applicano le regole ordinarie della compravendita.
Nella cessione d'azienda trovano invece applicazione le disposizioni speciali previste dal Codice civile in materia di:
successione nei contratti;
trasferimento dei crediti;
responsabilità per i debiti;
rapporti di lavoro;
divieto di concorrenza;
pubblicità nel Registro delle Imprese.
Qualificare correttamente l'operazione rappresenta quindi uno dei primi compiti del Notaio.
Qual è il ruolo del Notaio?
La cessione d'azienda non consiste nella semplice predisposizione di un contratto di vendita.
Il Notaio:
individua l'esatto oggetto del trasferimento;
verifica la titolarità dell'azienda;
coordina la disciplina dei beni immobili eventualmente compresi nell'azienda;
disciplina il trasferimento dei segni distintivi;
regola gli effetti sui contratti;
coordina gli aspetti civilistici e tributari;
cura gli adempimenti presso il Registro delle Imprese;
assicura che il contratto rappresenti correttamente la volontà delle parti nel rispetto della legge.
La consulenza notarile consente inoltre di valutare se la cessione dell'intera azienda rappresenti la soluzione più idonea oppure se sia preferibile il trasferimento di un ramo d'azienda o un'altra operazione straordinaria.
Errori frequenti
Tra gli equivoci più ricorrenti vi sono:
confondere l'azienda con la semplice somma dei beni che la compongono;
ritenere che ogni vendita di beni aziendali costituisca una cessione d'azienda;
considerare marchio, ditta e insegna come istituti identici;
trascurare il valore dell'avviamento nella determinazione del prezzo;
ignorare la disciplina dei debiti aziendali e della responsabilità tributaria dell'acquirente;
ritenere che il divieto di concorrenza impedisca al venditore di svolgere qualsiasi futura attività economica.
Conclusioni
La cessione d'azienda consente di trasferire un'attività economica già organizzata, preservandone la continuità e il valore. Non si tratta della semplice vendita di beni, ma del passaggio di un complesso unitario composto da elementi materiali, beni immateriali, rapporti giuridici e organizzazione imprenditoriale. Proprio questa unitarietà giustifica la presenza di una disciplina speciale che regola gli effetti del trasferimento sui contratti, sui crediti, sui debiti, sui rapporti di lavoro e sulla concorrenza.
La corretta impostazione dell'operazione richiede il coordinamento tra diritto civile, diritto tributario, normativa lavoristica e disciplina del Registro delle Imprese
Domande frequenti
Che cosa significa acquistare un'azienda?
Chi acquista un'azienda non compra semplicemente un insieme di beni. Acquista un'attività economica organizzata, cioè un complesso di elementi che, coordinati tra loro, consentono di continuare immediatamente l'esercizio dell'impresa.
Che cosa viene normalmente trasferito?
L'azienda può comprendere una pluralità di beni e rapporti giuridici.
Ne fanno normalmente parte:
immobili destinati all'attività;
terreni;
impianti;
macchinari;
attrezzature;
arredi;
merci e magazzino;
automezzi;
software;
brevetti;
marchi;
organizzazione aziendale;
avviamento;
contratti collegati all'esercizio dell'impresa.
Come si determina il prezzo?
Il prezzo della cessione non corrisponde normalmente alla semplice somma del valore dei beni.
Nel determinarlo assumono rilievo molteplici fattori, tra cui:
il valore dei beni materiali;
il valore dei beni immateriali;
la redditività dell'impresa;
la posizione sul mercato;
la clientela;
la capacità dell'azienda di produrre utili.