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Donazioni e liberalità

Donazione di denaro e liberalità indirette

Sommario della guida

Che differenza c'è tra donazione e liberalità indiretta?

La donazione diretta è il contratto disciplinato dagli artt. 769 e seguenti del Codice civile, che richiede l'atto pubblico notarile con la presenza di due testimoni.

La liberalità indiretta, invece, realizza lo stesso risultato economico – l'arricchimento di un'altra persona – attraverso un diverso negozio giuridico.

L'art. 809 c.c. stabilisce infatti che le liberalità realizzate mediante atti diversi dalla donazione sono soggette soltanto ad alcune delle norme dettate per la donazione, in particolare a tutela dei legittimari e dei creditori.

Si tratta di uno degli istituti più utilizzati nella pratica notarile.

Quando una donazione di denaro richiede l'atto notarile?

Se una persona intende donare direttamente una somma di denaro di non modico valore, trova applicazione la disciplina ordinaria della donazione.

Pertanto è necessario l'atto pubblico notarile, ricevuto dal Notaio alla presenza di due testimoni, ai sensi dell'art. 782 del Codice civile, salvo le limitate eccezioni previste dalla legge.

Un bonifico bancario, un giroconto o la semplice consegna di una somma di denaro di rilevante importo non sostituiscono la forma prescritta dalla legge. Se l'operazione integra una donazione diretta di denaro, la donazione è nulla per difetto di forma.

Diverso è il caso in cui il denaro costituisca soltanto il mezzo attraverso il quale viene realizzata una liberalità indiretta, come avviene frequentemente nell'acquisto di un immobile.

Il caso più frequente: i genitori pagano la casa dei figli

È una delle situazioni più comuni nella pratica notarile.

I genitori decidono di aiutare il figlio acquistando la prima casa oppure pagando direttamente al venditore tutto o parte del prezzo.

In queste ipotesi, nella maggior parte dei casi, non si realizza una donazione diretta del denaro, ma una liberalità indiretta, attraverso la quale il beneficiario consegue la proprietà dell'immobile.

L'adempimento del terzo

Lo schema negoziale normalmente utilizzato è quello dell'adempimento del terzo, previsto dall'art. 1180 del Codice civile: il genitore provvede direttamente al pagamento del prezzo dovuto dal figlio nei confronti del venditore.

L'acquisto dell'immobile avviene direttamente in favore del figlio, mentre il pagamento viene effettuato dal genitore.

Si tratta di una figura estremamente frequente negli atti notarili e rappresenta uno dei principali esempi di liberalità indiretta.

Anche il pagamento del mutuo può costituire una liberalità indiretta?

Sì.

Anche il pagamento delle rate del mutuo o l'estinzione di un finanziamento da parte di un familiare possono integrare una liberalità indiretta.

Occorre tuttavia verificare, caso per caso, quale sia stata la concreta volontà delle parti e quale risultato patrimoniale si sia inteso realizzare.

È opportuno che le modalità di pagamento risultino chiaramente documentate. La tracciabilità dei bonifici e la corretta indicazione, nell'atto notarile, dell'intervento del familiare che sostiene in tutto o in parte il costo dell'acquisto consentono di ricostruire con precisione l'operazione, facilitando eventuali verifiche di natura civilistica, fiscale o successoria.

La rinuncia abdicativa costituisce una liberalità indiretta?

Normalmente no.

La rinuncia abdicativa è un atto unilaterale, non recettizio e a titolo gratuito, con il quale il titolare rinuncia ad un proprio diritto senza trasferirlo direttamente ad un altro soggetto.

Essa non costituisce normalmente una liberalità, perché manca lo spirito di liberalità richiesto dall'art. 769 del Codice civile. Nella maggior parte dei casi il rinunciante agisce infatti per un interesse proprio, consistente nel liberarsi della proprietà di un bene divenuto oneroso, inutilizzabile o fonte di responsabilità.

Occorre inoltre ricordare che atto a titolo gratuito e atto di liberalità non sono concetti coincidenti. Tutte le donazioni sono atti a titolo gratuito, ma non tutti gli atti a titolo gratuito sono donazioni o liberalità.

Proprio perché si tratta di un atto a titolo gratuito, la rinuncia abdicativa può essere assoggettata, nei casi previsti dalla legge, all'imposta sulle successioni e donazioni, pur non essendo normalmente qualificabile come liberalità indiretta.

Solo in casi particolari, da valutare concretamente, la rinuncia può essere utilizzata come strumento per realizzare indirettamente un'attribuzione patrimoniale a favore di un determinato soggetto.

Qual è l'oggetto della liberalità indiretta?

La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha elaborato un principio di particolare importanza.

Quando un genitore acquista integralmente un immobile con denaro proprio facendolo intestare al figlio, la liberalità indiretta ha normalmente ad oggetto l'immobile e non il denaro utilizzato per il pagamento.

La conseguenza pratica è particolarmente rilevante: ai fini della collazione, dell'imputazione e dell'eventuale azione di riduzione, viene normalmente preso in considerazione il bene acquistato e non la somma materialmente impiegata per il suo acquisto.

La giurisprudenza ha tuttavia precisato che, quando il familiare contribuisce soltanto ad una parte del prezzo dell'immobile, la qualificazione dell'operazione può essere diversa e l'oggetto della liberalità può coincidere con il solo denaro corrisposto.

Per questo motivo ogni operazione deve essere valutata tenendo conto delle concrete modalità con cui è stata realizzata.

Quali imposte si pagano?

Le liberalità indirette sono soggette ad una disciplina fiscale particolare.

L'art. 1, comma 4-bis, del D.Lgs. n. 346/1990 stabilisce che l'imposta sulle successioni e donazioni non si applica alle liberalità indirette collegate ad atti aventi ad oggetto il trasferimento di immobili o aziende, quando tali atti sono già assoggettati ad imposta di registro proporzionale oppure ad IVA.

Si tratta di una disposizione di grande importanza pratica, frequentemente applicata negli acquisti immobiliari finanziati dai genitori.

Le liberalità indirette producono effetti nella futura successione?

Sì.

Le liberalità indirette possono incidere sui diritti dei legittimari e dare luogo, nei casi previsti dalla legge, alla collazione, all'imputazione e all'azione di riduzione.

Proprio per questo motivo è opportuno programmare correttamente queste operazioni fin dal momento in cui vengono realizzate, evitando soluzioni improvvisate che potrebbero generare future controversie tra gli eredi.

È possibile rimediare ad una donazione nulla?

Può accadere che una donazione diretta di denaro di rilevante importo sia stata effettuata senza rispettare la forma dell'atto pubblico richiesta dalla legge.

In presenza dei presupposti individuati dalla giurisprudenza e dalla prassi notarile, può essere valutata la stipula di un negozio ricognitivo o confermativo, idoneo a regolare correttamente l'operazione.

La soluzione dipende però dalle caratteristiche del singolo caso e richiede sempre una preventiva valutazione notarile.

Qual è il ruolo del Notaio?

Il Notaio verifica la corretta qualificazione dell'operazione e individua lo strumento giuridico più idoneo.

In particolare valuta:

  • se ricorra una donazione diretta oppure una liberalità indiretta;

  • la forma richiesta dalla legge;

  • il corretto regime fiscale;

  • gli effetti sulla futura successione;

  • le possibili conseguenze nei confronti degli altri legittimari.

Una consulenza preventiva consente spesso di evitare future controversie familiari.

Gli errori più frequenti

Tra gli errori che si riscontrano più spesso vi sono:

  • ritenere che qualsiasi bonifico costituisca automaticamente una donazione valida;

  • confondere la donazione diretta con la liberalità indiretta;

  • effettuare trasferimenti di denaro di rilevante importo senza valutare la forma richiesta dalla legge;

  • ignorare gli effetti successori dell'operazione;

  • non documentare correttamente il pagamento del prezzo effettuato da un familiare.

Quando è opportuno rivolgersi al Notaio?

È consigliabile consultare il Notaio prima di effettuare trasferimenti di denaro di rilevante importo o di aiutare economicamente un familiare nell'acquisto di un immobile.

Una consulenza preventiva consente di rispettare la normativa civilistica e fiscale, evitare future contestazioni e scegliere lo strumento più adatto alle esigenze della famiglia.

Conclusioni

Le donazioni di denaro e le liberalità indirette rappresentano strumenti molto utilizzati nella vita familiare, ma la loro disciplina è tutt'altro che semplice. La corretta distinzione tra donazione diretta e liberalità indiretta incide sulla validità dell'atto, sul regime fiscale e sulle conseguenze successorie.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra donazione e liberalità indiretta?

La donazione diretta è il contratto disciplinato dagli artt. 769 e seguenti del Codice civile, che richiede l'atto pubblico notarile con la presenza di due testimoni.

La liberalità indiretta, invece, realizza lo stesso risultato economico – l'arricchimento di un'altra persona – attraverso un diverso negozio giuridico.

Quando una donazione di denaro richiede l'atto notarile?

Se una persona intende donare direttamente una somma di denaro di non modico valore, trova applicazione la disciplina ordinaria della donazione. Pertanto è necessario l'atto pubblico notarile, ricevuto dal Notaio alla presenza di due testimoni, ai sensi dell'art. 782 del Codice civile, salvo le limitate eccezioni previste dalla legge.

Anche il pagamento del mutuo può costituire una liberalità indiretta?

Sì. Anche il pagamento delle rate del mutuo o l'estinzione di un finanziamento da parte di un familiare possono integrare una liberalità indiretta.

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