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Imprese, aziende e società

L'impresa familiare

Sommario della guida

Che cos'è l'impresa familiare?

L'impresa familiare è una particolare forma di organizzazione dell'attività imprenditoriale nella quale collaborano, in modo continuativo, determinati familiari dell'imprenditore.

L'impresa continua ad appartenere ad un solo titolare, che mantiene la qualifica di imprenditore, assume le decisioni di gestione e risponde delle obbligazioni derivanti dall'attività.

I familiari collaboratori acquistano invece i diritti specificamente previsti dall'articolo 230-bis del Codice civile.

L'impresa familiare, quindi, non costituisce una società e non dà luogo alla nascita di un nuovo soggetto giuridico.

Chi può partecipare all'impresa familiare?

La disciplina si applica ai familiari individuati dalla legge che prestano in modo continuativo la propria attività nell'impresa o nella famiglia.

La collaborazione deve essere stabile e non occasionale.

L'istituto nasce proprio per tutelare il lavoro prestato dai familiari che, per molti anni, veniva svolto senza un adeguato riconoscimento giuridico.

Chi è l'imprenditore?

Nell'impresa familiare esiste un solo imprenditore.

È lui il titolare dell'impresa, dell'azienda e dei rapporti giuridici con clienti, fornitori, banche e Pubblica Amministrazione.

Anche quando collaborano più familiari, l'impresa continua ad appartenere esclusivamente al titolare.

Questo rappresenta uno degli elementi che distingue l'impresa familiare da una società.

Quali diritti spettano ai familiari?

La legge riconosce ai collaboratori familiari importanti diritti.

Essi hanno diritto al mantenimento, quando ne ricorrono i presupposti, e partecipano agli utili dell'impresa, ai beni acquistati con tali utili e agli incrementi dell'azienda, anche con riferimento all'avviamento, in proporzione alla quantità e alla qualità del lavoro prestato.

La disciplina mira a valorizzare il contributo fornito da ciascun familiare nello sviluppo dell'attività economica.

I familiari partecipano alle decisioni?

Sì, per le decisioni più importanti previste dalla legge.

Pur rimanendo l'impresa intestata ad un solo imprenditore, alcune scelte di particolare rilievo devono essere adottate con la partecipazione dei familiari secondo le modalità previste dal Codice civile.

L'attività ordinaria continua invece ad essere svolta dal titolare dell'impresa.

In questo modo la legge cerca di conciliare l'unità della gestione con la tutela dei diritti dei collaboratori.

Qual è la differenza tra impresa familiare e società?

La differenza è sostanziale.

Nella società esistono più soci che partecipano, secondo le regole proprie del tipo societario prescelto, ai diritti, agli obblighi e all'organizzazione dell'impresa.

Nell'impresa familiare, invece, esiste un solo imprenditore.

I familiari non diventano soci e non acquistano quote dell'impresa.

Essi collaborano all'attività e godono dei diritti che la legge riconosce loro, senza che venga meno la titolarità individuale dell'impresa.

Per questo motivo non è corretto utilizzare i due istituti come se fossero equivalenti.

L'impresa familiare può trasformarsi in una società?

Sì.

Con il crescere dell'attività può diventare opportuno costituire una società, attribuendo ai diversi partecipanti la qualità di soci e disciplinando i reciproci rapporti attraverso lo statuto sociale.

La scelta dipende dalle dimensioni dell'impresa, dagli investimenti programmati, dal numero dei soggetti coinvolti e dagli obiettivi dell'organizzazione.

Il passaggio da impresa familiare a società rappresenta una delle evoluzioni più frequenti nella vita delle imprese di carattere familiare.

Qual è il ruolo del Notaio?

Il Notaio assiste l'imprenditore e la sua famiglia nelle principali operazioni che possono interessare l'impresa, tra cui:

  • la costituzione di una società;

  • il conferimento dell'azienda;

  • la cessione o l'affitto dell'azienda;

  • il trasferimento dell'impresa ai figli;

  • il patto di famiglia;

  • le operazioni straordinarie che interessano l'attività.

Una corretta pianificazione consente di prevenire conflitti familiari e di favorire la continuità dell'impresa nel tempo.

Errori frequenti

Tra gli equivoci più comuni vi sono:

  • ritenere che l'impresa familiare sia una società;

  • credere che tutti i familiari diventino automaticamente comproprietari dell'azienda;

  • confondere i diritti spettanti ai collaboratori con quelli dei soci;

  • trascurare la pianificazione del futuro passaggio generazionale dell'impresa;

  • ritenere che la semplice collaborazione occasionale sia sufficiente per applicare la disciplina dell'impresa familiare.

Conclusioni

L'impresa familiare rappresenta uno strumento attraverso il quale l'ordinamento riconosce e tutela il contributo dei familiari che collaborano stabilmente all'attività dell'imprenditore, senza trasformare automaticamente tale collaborazione in un rapporto societario. La distinzione tra impresa familiare e società è fondamentale, perché incide sulla titolarità dell'impresa, sui diritti dei partecipanti, sulla responsabilità e sull'organizzazione dell'attività.

Quando l'impresa cresce o si rende necessario coinvolgere stabilmente più persone nella gestione, può essere opportuno valutare l'adozione di una diversa forma organizzativa. Una consulenza notarile preventiva consente di individuare la soluzione più adatta alle esigenze dell'impresa e della famiglia, programmando anche il futuro passaggio generazionale dell'attività.

Domande frequenti

Che cos'è l'impresa familiare?

L'impresa familiare è una particolare forma di organizzazione dell'attività imprenditoriale nella quale collaborano, in modo continuativo, determinati familiari dell'imprenditore.

Chi può partecipare all'impresa familiare?

La disciplina si applica ai familiari individuati dalla legge che prestano in modo continuativo la propria attività nell'impresa o nella famiglia. La collaborazione deve essere stabile e non occasionale.

Chi è l'imprenditore?

Nell'impresa familiare esiste un solo imprenditore. È lui il titolare dell'impresa, dell'azienda e dei rapporti giuridici con clienti, fornitori, banche e Pubblica Amministrazione.

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